BMW Serie 3 320d MSport il riferimento! E’ il suo nome in codice, è la sigla che identifica la nuova berlina tedesca, un modello atteso, una vettura che a partire dagli anni ’70 ha sempre entusiasmato e conquistato il pubblico…
BMW M3 CS Touring: la station che tutti sognano
Non è facile, oggi, mettere insieme prestazioni estreme, capacità di carico elevata e un appeal quasi da supercar. In realtà non lo è mai stato. Eppure la BMW M3 CS Touring riesce a far convivere questi mondi apparentemente incompatibili con una naturalezza disarmante. È una familiare, certo. Ma basta guardarla per capire che non fa assolutamente nulla per nascondere la propria identità supersportiva.
Ed è proprio questo che mi piace. Non cerca di essere discreta. Non vuole convincerci di essere una tranquilla station wagon che, casualmente, nasconde tanti cavalli sotto il cofano. La BMW M3 CS Touring dichiara immediatamente le proprie intenzioni.
E, portafoglio permettendo, è una delle station wagon che metterei volentieri nel mio garage.
BMW M3 CS Touring: quando la station wagon diventa supercar

Partiamo dai numeri, perché sono difficili da ignorare.
Sotto il cofano troviamo il sei cilindri in linea di 3 litri sovralimentato M TwinPower Turbo, portato a 550 CV e 650 Nm. BMW è intervenuta sulla pressione di sovralimentazione, portata fino a 2,1 bar, e sulla gestione del motore per ottenere 20 CV in più rispetto alla M3 Competition Touring con M xDrive.
Il risultato?
Da 0 a 100 km/h in 3,5 secondi.
Da 0 a 200 in 11,7.
Velocità massima limitata elettronicamente a 300 km/h.
Numeri che fino a non moltissimi anni fa avremmo associato senza esitazione a una supercar.
Soltanto che qui dietro possiamo caricare le valigie.
Il bagagliaio offre infatti 500 litri in configurazione standard e può arrivare fino a 1.510 litri abbattendo i sedili posteriori.
Ed è proprio questa contraddizione a rendere affascinante la M3 CS Touring.
Puoi accompagnare i figli a scuola, partire per un viaggio con la famiglia e, almeno teoricamente, presentarti qualche giorno dopo in circuito con la stessa automobile.
Meravigliosamente assurdo.
Ma quante rivali ha davvero?

Basta guardarsi intorno per rendersi conto di quanto sia particolare il territorio occupato dalla M3 Touring.
Le station wagon ad alte prestazioni esistono ancora, naturalmente, e alcuni costruttori continuano giustamente a credere in questa formula.
Ma sono diventate una nicchia nella nicchia.
Il mercato si è progressivamente riempito di SUV e crossover, mentre persino nell’alto di gamma la carrozzeria familiare non rappresenta più quella scelta quasi obbligata che era stata per decenni soprattutto in Europa.
BMW, invece, ha deciso di andare nella direzione opposta.
Non soltanto ha realizzato finalmente una M3 Touring di serie, ma ha avuto il coraggio di spingersi ancora oltre costruendone una CS.
E qui, secondo me, la Casa dell’Elica ha centrato perfettamente il bersaglio.
La CS alza ancora l’asticella
La sigla CS non poteva limitarsi a qualche badge e a una manciata di cavalli.
La fibra di carbonio CFRP viene utilizzata per cofano, splitter anteriore, prese d’aria, calotte degli specchietti e diffusore posteriore.
La troviamo anche nell’abitacolo, sui sedili M Carbon, sulle palette del cambio, sulle finiture e sulla console centrale.
Il risultato è un risparmio di circa 15 kg rispetto alla M3 Competition Touring con M xDrive.
Non una rivoluzione sulla bilancia, certo, ma il peso è soltanto una parte del lavoro.
Assetto, ammortizzatori adattivi M, sterzo M Servotronic, DSC e M Dynamic Mode ricevono tarature specifiche. Di serie ci sono cerchi forgiati da 19 pollici davanti e 20 dietro, mentre per chi vuole esagerare sono disponibili anche i freni carboceramici M Carbon.
E poi c’è la trazione.
Quattro ruote motrici. Oppure due

La M3 CS Touring utilizza il sistema M xDrive insieme al differenziale Active M posteriore.
Una soluzione estremamente efficace, ma BMW non ha dimenticato chi continua ad associare la lettera M alla trazione posteriore.
Attraverso l’M Setup si può selezionare la modalità 4WD Sport, spostando maggiormente la distribuzione della coppia verso il retrotreno.
E poi c’è lei.
La modalità 2WD.
Trazione esclusivamente posteriore e DSC disattivato.
Su una station wagon da 550 CV.
Serve davvero aggiungere altro?
Per me il design è da urlo
Naturalmente, quando si arriva a queste cifre e a queste prestazioni, la razionalità inizia progressivamente a lasciare spazio al desiderio.
Ed è qui che entra il mio giudizio personale.
La M3 CS Touring mi piace moltissimo.
Il suo look è semplicemente da urlo.
È aggressiva senza cercare di nascondersi, la fibra di carbonio a vista fa parte del suo carattere e quei dettagli specifici CS riescono a darle una presenza che la distingue immediatamente dalla già cattivissima M3 Touring.
British Racing Green?
Laguna Seca Blue?
Farei fatica persino a scegliere il colore.
E non nego che parte del suo fascino, almeno per me, abbia anche radici molto più lontane.
Quella BMW M3 Touring che negli anni Novanta non abbiamo avuto

Sono un nostalgico delle sportive degli anni Ottanta e Novanta e non ho mai fatto molto per nasconderlo.
Per questo una M3 con carrozzeria Touring riesce inevitabilmente a toccare qualche corda particolare.
BMW sperimentò già negli anni Novanta l’idea di una M3 Touring sulla generazione E36, realizzando un prototipo che però non arrivò alla produzione di serie.
Forse è anche per questo che vedere oggi una M3 Touring vera ha un significato particolare.
È quasi come se BMW avesse ripreso un discorso interrotto decenni prima.
Soltanto che questa volta non si è fermata alla M3 Touring.
Ha realizzato anche la CS.
E poi iniziamo a modificarla…
C’è un altro aspetto che rende questo genere di automobile irresistibile per un appassionato.
Il mondo aftermarket.
Attorno alle BMW M nasce da sempre un universo di preparatori e produttori specializzati capaci di intervenire su estetica, aerodinamica, assetto, scarico e prestazioni.
E sulla M3 CS Touring la tentazione di mettere mano a qualcosa sarebbe enorme.
Lo so: stiamo parlando di una vettura che esce dalla fabbrica con 550 CV e raggiunge i 300 km/h.
Dovrebbe bastare.
Dovrebbe.
Ma sappiamo perfettamente come funzionano certe cose.
Un dettaglio in carbonio oggi, uno scarico domani, qualche intervento tecnico più avanti e quella che era già una station wagon fuori dal comune può diventare qualcosa di ancora più personale, cattivo e coinvolgente.
È razionale?
Assolutamente no.
Ed è anche per questo che mi piace.
La vera magia sono quei 1.510 litri

Per quanto mi riguarda, però, la caratteristica più incredibile della M3 CS Touring non sono i 550 CV.
Non sono nemmeno i 300 km/h.
Sono i 1.510 litri.
Perché cavalli e velocità si possono trovare anche altrove.
Il mercato offre automobili ancora più potenti e infinitamente più costose.
Ma riuscire a mettere insieme prestazioni di questo livello con la capacità di carico di una vera familiare è qualcosa di molto più raro.
Ed è questo che rende speciale il concetto Touring.
Non devi giustificare l’acquisto di una supersportiva spiegando che in garage hai anche un’altra macchina per partire in vacanza.
Questa può fare entrambe le cose.
Male?
No.
Ed è proprio questo il problema per tutte le altre.
E se Alfa Romeo avesse fatto la Giulia Sportwagon?

A questo punto concedetemi una piccola provocazione.
Guardando la M3 CS Touring continuo a pensare a un’automobile che non è mai esistita.
Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Sportwagon.
Nel 2017 Sergio Marchionne espresse forti dubbi sull’opportunità di realizzare una Giulia station wagon.
Il ragionamento industriale aveva una logica precisa: le familiari erano soprattutto una questione europea, mentre Alfa Romeo doveva essere rilanciata globalmente. La priorità venne quindi data ai SUV e, con l’arrivo della Stelvio, la Giulia station wagon uscì definitivamente dai programmi.
Posso comprendere perfettamente quella decisione.
Ma oggi, guardando quello che BMW è riuscita a costruire intorno alla M3 Touring, continuo a farmi una domanda.
Come sarebbe stata una Giulia Quadrifoglio Sportwagon?
Motore V6 biturbo, telaio Giorgio, trazione posteriore e una carrozzeria familiare disegnata dagli italiani.
Magari non avrebbe fatto grandi volumi.
Magari sarebbe rimasta una macchina principalmente europea.
Magari Marchionne, guardando i numeri, aveva perfettamente ragione.
Ma non riesco a smettere di pensare che sarebbe stata una rivale straordinaria per questa BMW.
Cosa penso della BMW M3 CS Touring

La BMW M3 CS Touring appartiene a quella categoria di automobili per le quali faccio fatica a trovare una giustificazione razionale.
Perché non ne serve una.
550 CV su una station wagon non sono necessari.
I 300 km/h non sono necessari.
La modalità 2WD non è necessaria.
La fibra di carbonio non è necessaria.
E sicuramente non è necessario trasformare una familiare in qualcosa capace di accelerare da 0 a 100 km/h in 3,5 secondi.
Ma poi c’è il bagagliaio.
500 litri normalmente.
1.510 quando serve.
Ed ecco che improvvisamente questa follia trova persino una propria logica.
Potendo scegliere una station wagon sportiva da mettere oggi in garage, la BMW M3 CS Touring sarebbe certamente tra le prime della mia lista.
Perché ci sono automobili velocissime.
Ci sono automobili pratiche.
Ci sono automobili bellissime.
Poi, molto più raramente, ce ne sono alcune che riescono a essere tutte queste cose insieme.


















