Abarth 124 Spider un sound evocativo! Condivide pianale e telaio della Mazda MX-5 e si differenzia per motorizzazioni, allestimenti e look: la Abarth 124 Spider si rivolge a chi cerca originalità ma anche puro piacere di guida. Un look che non passa inosservato…
Abarth 500e: quanto le emozioni sonore contano più delle prestazioni
Quando parlo di Abarth e soprattutto delle Abarth più recenti, quelle elettriche, confesso di trovarmi in evidente difficoltà.
Per diversi motivi. Il primo è probabilmente anche quello che condiziona maggiormente il mio giudizio: sono possessore di una Abarth 595 Competizione.
Un’auto divertentissima che, a mio avviso, non si acquista per il tempo nello 0-100 km/h e nemmeno per andare alla ricerca del giro record al Nürburgring.
Tutt’altro.
La si compra per le emozioni che riesce a regalare.
Nel suo piccolo diventa una sorta di giocattolo per adulti, completamente configurabile e modificabile, attorno al quale negli anni è nato un universo sterminato di accessori, componenti e personalizzazioni. Probabilmente è ancora oggi una delle automobili sulle quali è più facile mettere mano per costruirsi qualcosa che assomigli davvero ai propri gusti.
Ed è proprio questa sua imperfezione a renderla, almeno per me, così speciale.
Quel piccolo tender che vorrei sempre in garage
La Abarth termica, e in questo caso parlo precisamente della mia 595 Competizione, la considero una sorta di piccolo tender che ogni appassionato di automobili, tasca permettendo, dovrebbe avere in garage.
Non importa cosa ci sia parcheggiato accanto.
Potrebbe essere un’Audi RS3 o RS6, una Porsche 911 GT3 oppure persino una Ferrari 488 Speciale.
La 595 avrebbe comunque un suo perché.
Perché non cerca di competere con loro. È un’altra cosa.
La ami per il suo essere spregiudicata, rumorosa, piccola e persino scorbutica. In configurazione originale e quando si alza il ritmo riesce anche a metterti in difficoltà, ma proprio nella sua semplicità finisce per conquistarti.
Non è perfetta.
E probabilmente non vorrei nemmeno che lo fosse.
Fatto questo doveroso cappello, c’è anche una ragione personale per cui ho deciso di parlare proprio adesso della 500e.
Dopo aver rispolverato il mio blog a distanza di anni, tra i primi articoli che volevo scrivere non poteva mancarne uno dedicato allo Scorpione.
Diciamolo: la Abarth 500e è bellissima

E adesso probabilmente sorprenderò qualcuno.
Esteticamente la Abarth 500e, almeno per il sottoscritto, spacca.
Mi piace praticamente sotto ogni punto di vista.
Anzi, devo ammettere che stilisticamente trovo alcuni suoi elementi persino più riusciti rispetto alla mia Competizione.
Lo stesso vale per l’abitacolo.
Qui il confronto generazionale diventa quasi impietoso.
La mia 595 è spartana. Per utilizzare Apple CarPlay e Android Auto senza fili ho dovuto acquistare un dispositivo esterno capace di dialogare con l’Uconnect. La strumentazione è digitale, certo, ma quel TFT che qualche anno fa sembrava moderno oggi mostra inevitabilmente il peso degli anni.
La 500e appartiene a un’altra epoca.
Design, infotainment, strumentazione, connettività, qualità percepita: razionalmente non avrei molti argomenti per sostenere che la mia sia più moderna.
Fino a questo momento, quindi, sono stato razionale.
Ho messo sul tavolo quasi esclusivamente i vantaggi della nuova generazione.
Ma c’è un ma.
Poi giro la chiave

Quando giro la chiave della mia Competizione succede qualcosa.
Dallo scarico Record Monza che equipaggiava originariamente la vettura – oggi sulla mia c’è un impianto completo e aperto – esce quella melodia che ogni proprietario di una Abarth termica conosce perfettamente.
Ed è lì che parecchi difetti passano improvvisamente in secondo piano.
Non sto parlando di decimi di secondo.
Non sto parlando di cavalli.
Non sto parlando di una curva di coppia.
Sto parlando di qualcosa che difficilmente entra in una scheda tecnica: il coinvolgimento.
È il rumore quando metti in moto. È quello che senti accelerando. È il rapporto quasi meccanico che si crea con una macchina che, per tanti aspetti, è ormai tecnicamente superata.
Ed ecco il mio problema con la Abarth 500e.
Sedermi al volante di uno Scorpione e trovare il silenzio di una vettura elettrica, oppure ascoltare un suono artificiale generato attraverso un altoparlante esterno, per me che possiedo una Competizione significa cambiare radicalmente il significato dell’esperienza.
Non sto dicendo che sia sbagliato.
Sto dicendo che non è la stessa cosa.
Più veloce della Abarth 695. E quindi?

Quando Abarth presentò la 500e nel novembre del 2022 puntò molto sulle prestazioni relative alla risposta del motore elettrico.
Il concetto era chiaro: la nuova elettrica risultava più reattiva della 695 in alcune condizioni di utilizzo urbano.
Da 20 a 40 km/h, per esempio, Abarth dichiarava un vantaggio di un secondo e un’accelerazione più rapida del 50% rispetto alla versione a benzina. Anche da 40 a 60 km/h l’elettrica riusciva a sfruttare la risposta immediata del motore per prendere vantaggio sulla termica.
Numeri che non ho motivo di mettere in dubbio.
La 500e dispone di 155 CV e 235 Nm immediatamente disponibili, accelera da 0 a 100 km/h in 7 secondi e l’architettura elettrica porta con sé vantaggi evidenti nella risposta all’acceleratore.
Benissimo.
Ma la domanda che mi faccio quasi quattro anni dopo è un’altra.
Era davvero questo ciò che il popolo abarthista voleva sentirsi dire nel momento del cambiamento più radicale della storia recente del Marchio?
Essere più veloci significa emozionare di più?

È questo, secondo me, il punto.
Se prendiamo due automobili e utilizziamo esclusivamente il cronometro, possiamo stabilire facilmente quale sia la più veloce.
Ma possiamo utilizzare lo stesso metodo per stabilire quale sia la più divertente?
Non credo.
Una vettura elettrica parte avvantaggiata in tantissime situazioni. La coppia immediata, l’assenza dei tempi di cambiata e la rapidità della risposta rendono quasi inevitabile che in determinate riprese possa mettere dietro automobili termiche anche più potenti.
Ma io la mia 595 Competizione non l’ho comprata perché fosse la macchina più veloce che potessi acquistare.
L’ho comprata perché mi divertiva.
Ed è una differenza enorme.
Il Sound Generator prova a colmare quel vuoto
Abarth era perfettamente consapevole dell’importanza del suono per i propri clienti.
Non a caso sulla 500e ha sviluppato il Sound Generator, un sistema capace di accompagnare la guida riproducendo una firma sonora ispirata al tradizionale motore Abarth.
L’idea tecnologicamente è interessante.
Probabilmente era anche inevitabile.
Se stai trasformando in elettrico un marchio che ha costruito una parte enorme della propria riconoscibilità sul rumore dello scarico, devi trovare una soluzione.
Ma personalmente continuo ad avere un problema.
So che quel suono arriva da un altoparlante.
E sapere come viene prodotto cambia completamente la mia percezione.
È un po’ come osservare un bellissimo camino acceso su uno schermo ad altissima definizione. Potrà essere perfetto, avere colori magnifici e persino riprodurre il crepitio della legna.
Ma il fuoco è un’altra cosa.
Il mercato nel frattempo ha parlato

Dal lancio della 500e sono trascorsi quasi quattro anni.
Ed è proprio la distanza temporale dal comunicato del novembre 2022 a rendere interessante rileggere oggi quelle dichiarazioni.
All’epoca il messaggio era estremamente ambizioso: nuova era, stesse radici, stesso DNA.
Nel frattempo il passaggio all’elettrico ha trasformato completamente l’offerta Abarth e i numeri commerciali circolati negli ultimi mesi raccontano una situazione che merita quantomeno una riflessione.
Una ricostruzione relativa al mercato italiano indica appena 62 Abarth immatricolate nel primo trimestre del 2026, contro volumi annuali che nell’epoca delle termiche erano nell’ordine delle migliaia di unità.
Il confronto va maneggiato con cautela: periodi differenti, una gamma profondamente cambiata e numeri che non possono essere attribuiti esclusivamente alla 500e.
Ma la distanza resta impressionante.
E forse racconta qualcosa che va oltre l’elettrico.
Forse Abarth non vendeva soltanto prestazioni
Questo è il dubbio con cui torno alla mia 595.
Forse chi acquistava una Abarth non comprava soltanto cavalli.
Comprava il Record Monza.
Comprava le vibrazioni.
Comprava quella posizione di guida particolare, un assetto non sempre impeccabile, una macchina piccola che sembrava arrabbiata anche andando piano.
Comprava la possibilità di modificarla.
Comprava una comunità.
Comprava, in definitiva, un’esperienza.
La 500e può essere tecnologicamente superiore sotto moltissimi aspetti. Può essere più moderna, più connessa, più efficiente e persino più veloce della 695 in determinate condizioni.
Eppure potrebbe mancare proprio ciò che non può essere misurato.
Il mio punto di vista

Non considero la Abarth 500e una brutta automobile.
Tutt’altro.
Esteticamente mi piace moltissimo. Gli interni sono anni luce avanti rispetto a quelli della mia 595 e le prestazioni sono più che sufficienti per divertirsi su strada.
Probabilmente, valutandole con una tabella Excel davanti, la 500e vincerebbe parecchi confronti con la mia Competizione.
Poi però chiudo Excel.
Scendo in garage.
Giro la chiave.
E capisco perché continuo a scegliere la mia.
Forse il vero errore è stato pensare che per convincere un abarthista bastasse dimostrargli che la nuova macchina fosse più veloce della precedente.
Perché chi compra una macchina come la 595 Competizione sa perfettamente che esistono automobili più veloci.
Semplicemente, non gli interessa.
Vuole divertirsi.
E certe emozioni, almeno per il sottoscritto, non si misurano con un cronometro e non escono da un altoparlante.












