Ci sono automobili che si acquistano per necessità, altre per le prestazioni, altre ancora perché rappresentano un traguardo personale. Poi esistono vetture che sfuggono a qualsiasi ragionamento razionale, capaci di conquistarti per ciò che trasmettono prima ancora che per quello che effettivamente offrono. La Abarth 695 75° Anniversario appartiene, secondo me, proprio a quest’ultima categoria.
Presentata nel febbraio 2024 per celebrare i 75 anni dalla fondazione del marchio, questa serie speciale rappresenta una delle interpretazioni più affascinanti della famiglia Abarth 500. Una vettura che non cerca di nascondere le proprie origini, ma che anzi le esalta attraverso una caratterizzazione estetica particolarmente ricercata, un motore turbo da 180 CV e una serie di dettagli tecnici pensati per gli appassionati. La sua particolarità, però, va ben oltre la produzione limitata. Per comprenderne davvero il significato bisogna tornare alle origini dello Scorpione, ripercorrere la storia delle piccole Abarth e soprattutto capire perché, ancora oggi, queste automobili riescano a suscitare un coinvolgimento che molte sportive più potenti e tecnologicamente evolute faticano a riprodurre.
Per quanto mi riguarda, non è soltanto una questione professionale. Nel febbraio 2026 ho acquistato una Abarth 595 Competizione. E da allora il mio rapporto con questo piccolo universo automobilistico è diventato decisamente più personale.

Abarth, una storia iniziata nel 1949
La storia dello Scorpione comincia il 31 marzo 1949, quando Carlo Abarth e il pilota Guido Scagliarini fondano la Abarth & C. È l’inizio di un’avventura destinata a lasciare un segno profondo nell’automobilismo italiano, grazie a una filosofia tanto semplice quanto efficace: trasformare automobili relativamente comuni in macchine capaci di regalare prestazioni, emozioni e soddisfazioni sportive.
Tra le prime protagoniste compare la 204 A, derivata dalla Fiat 1100, con la quale Tazio Nuvolari conquista nel 1950 l’ultima vittoria della sua carriera. Negli anni successivi il nome Abarth diventa sinonimo di elaborazioni, record e competizioni, costruendo una reputazione che supera rapidamente i confini nazionali.
Gli scarichi sportivi, inizialmente tra i prodotti più rappresentativi dell’azienda, diventano uno dei simboli della sua identità. Ma il vero talento di Carlo Abarth consiste nel comprendere che anche una piccola automobile può trasformarsi in un oggetto di culto, purché possieda carattere, una meccanica adeguata e quella dose di irriverenza che rende speciale ogni esperienza al volante.
Nel 1963 arriva la Fiat-Abarth 595, sviluppata sulla base della Fiat 500. È una delle vetture che meglio rappresentano questa filosofia: dimensioni contenute, peso ridotto, motore elaborato e una personalità sportiva capace di distinguersi immediatamente.
La storia prosegue attraverso successi nelle competizioni, modelli diventati leggendari e l’ingresso nel Gruppo Fiat nel 1971. Le 124 Abarth, 131 Abarth e Ritmo Abarth contribuiscono a mantenere vivo un nome che, nel corso dei decenni, diventa molto più di un semplice marchio automobilistico.
Nel 2008, con la rinascita moderna di Abarth, lo Scorpione torna a essere protagonista attraverso una nuova generazione di vetture compatte ad alte prestazioni. Ed è proprio da questa stagione che nasce la famiglia alla quale appartengono sia la mia 595 Competizione sia la 695 75° Anniversario.
Abarth 695 75° Anniversario: 1.368 esemplari per celebrare il T-Jet

La scelta di produrre soltanto 1.368 esemplari della Abarth 695 75° Anniversario non è casuale. Il numero richiama direttamente la cilindrata del quattro cilindri 1.4 T-Jet, uno dei motori più rappresentativi della storia recente dello Scorpione.
Sotto il cofano troviamo infatti il conosciuto propulsore turbo da 1.368 cm³, equipaggiato con turbocompressore Garrett GT1446, capace di sviluppare 180 CV e una coppia massima di 250 Nm a 3.000 giri/min.
Numeri che, osservati isolatamente, potrebbero non impressionare in un’epoca nella quale anche alcune compatte elettriche superano abbondantemente i 200 CV. Ma sarebbe un errore giudicare questa Abarth soltanto attraverso la potenza dichiarata.
Il rapporto tra dimensioni, motore e carattere meccanico rappresenta infatti una parte essenziale della sua identità. La velocità massima raggiunge i 225 km/h, mentre l’accelerazione da 0 a 100 km/h richiede 6,7 secondi.
A rendere ancora più riconoscibile la sua personalità contribuisce lo scarico Record Monza con valvola attiva, uno degli elementi più caratteristici delle Abarth moderne. Non si tratta soltanto di un componente funzionale all’evacuazione dei gas combusti, ma di un elemento che partecipa direttamente all’esperienza di guida attraverso una sonorità immediatamente riconoscibile.
La dotazione tecnica comprende inoltre ammortizzatori Koni FSD su entrambi gli assi e un impianto frenante anteriore con dischi ventilati e forati da 305 × 28 mm, abbinati a pinze Brembo in alluminio di colore nero.
Un insieme di soluzioni che conferma la volontà di mantenere la 695 fedele alla propria vocazione: una piccola sportiva capace di mettere il coinvolgimento del guidatore al centro dell’esperienza.
Nero e oro, lo Scorpione diventa protagonista

Se la meccanica riprende una formula consolidata, è soprattutto nell’estetica che la 695 75° Anniversario dichiara apertamente la propria esclusività.
La carrozzeria total black viene impreziosita da numerosi dettagli dorati, creando un contrasto particolarmente scenografico. Sul tetto compare, per la prima volta su un modello Abarth, un enorme Scorpione dorato, elemento che trasforma una superficie normalmente poco considerata in uno dei principali tratti distintivi della vettura.
Completano l’allestimento i cerchi in lega dorati da 17 pollici, i loghi Abarth coordinati, i vetri oscurati e gli adesivi celebrativi del 75° Anniversario, caratterizzati da un disegno che richiama la testa di un pistone.
L’abitacolo segue la medesima impostazione. La plancia è rivestita in Alcantara nera, mentre i sedili sportivi Sabelt presentano una struttura con elementi in carbonio, cuciture dedicate e riferimenti alla ricorrenza celebrativa.
Non mancano la strumentazione digitale TFT da 7 pollici, il sistema multimediale con schermo da 7 pollici, la compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto, l’impianto audio Beats, la navigazione e le funzionalità connesse Mopar Connect.
Ma, almeno dal mio punto di vista, il fascino della 695 non nasce dalla presenza di uno schermo o dalla quantità di funzioni digitali. Nasce da qualcosa di molto più difficile da descrivere: la capacità di trasformare una piccola automobile in un oggetto di desiderio.
L’Abarth di un giornalista dell’automotive

Ed è qui che il racconto della 695 75° Anniversario incontra inevitabilmente la mia esperienza personale.
Nel febbraio 2026 ho acquistato una Abarth 595 Competizione. Ancora oggi faccio fatica a spiegare fino in fondo le ragioni che mi hanno portato a sceglierla. E forse è proprio questo il bello.
Per lavoro guido automobili di ogni genere, dalle utilitarie alle sportive più sofisticate, passando per modelli che possono contare su potenze e prestazioni decisamente superiori. Eppure, quando penso alla mia Abarth, non penso al tempo sul giro, alla velocità massima o alla possibilità di affrontare una curva come se mi trovassi al volante di una Formula 1.
La mia 595 Competizione rappresenta una delle forme più pure di svago automobilistico che conosca.
È un’automobile dalla quale non pretendo nulla, se non la capacità di trasmettermi passione, carattere e voglia di divertirmi. Un piccolo concentrato di personalità meccanica che riesce a farmi sorridere anche quando non ho alcuna intenzione di guidare velocemente.
Non l’ho acquistata per dimostrare qualcosa. L’ho scelta perché mi piace ciò che rappresenta e, soprattutto, perché mi offre la possibilità di costruire un rapporto con l’automobile che va ben oltre il semplice utilizzo quotidiano.
E c’è un aspetto che, probabilmente più di ogni altro, ha determinato la mia decisione: la personalizzazione.
Carbonio, ergal, titanio: il piacere di costruire un’Abarth su misura
Poche automobili moderne possono contare su un universo aftermarket vasto e articolato come quello sviluppatosi intorno alla famiglia Abarth 500.
Carbonio, alluminio, ergal, titanio: sono soltanto alcuni dei materiali utilizzati dalle numerose aziende specializzate che producono componenti estetici, meccanici e funzionali dedicati a queste vetture.
È un mondo nel quale le possibilità di personalizzazione sembrano non avere fine. E per me rappresenta una parte fondamentale del piacere di possedere un’Abarth.
Non mi interessa avere un’automobile identica a quella di un altro appassionato. Non cerco un modello costruito secondo una ricetta prestabilita, né una vettura che si limiti a riprodurre fedelmente ciò che il costruttore ha immaginato.

Voglio un’automobile che sia mia in ogni dettaglio.
Una macchina che rispecchi i miei gusti, le mie scelte e il modo in cui interpreto la passione automobilistica. Una sorta di progetto personale nel quale ogni componente viene selezionato perché risponde a un’idea precisa.
Non è una questione di ostentazione. Anzi, probabilmente vale il contrario.
Non frequento i raduni e, quando mi è capitato di parteciparvi in passato, spesso mi sono annoiato. Non sento il bisogno di esporre continuamente la mia automobile o di confrontare ogni modifica con quelle realizzate da altri proprietari.
Sono piuttosto geloso del mio progetto, delle soluzioni che scelgo e del modo in cui sto costruendo la mia 595 Competizione.
E sottolineo volutamente il verbo costruendo, perché il lavoro non è affatto concluso.
Da quando l’ho acquistata, la mia Abarth è cambiata profondamente. A voler essere ironici, credo che di originale sia rimasta soltanto la moquette dell’abitacolo.
Naturalmente è una provocazione, ma rende bene l’idea di quanto la personalizzazione sia diventata parte integrante della mia esperienza.
Ogni modifica rappresenta un tassello di un progetto che continua a evolversi. Non necessariamente per cercare prestazioni superiori, ma per raggiungere qualcosa che considero ancora più importante: l’esclusività di un’automobile costruita secondo la mia sensibilità.
In fondo, è quasi come avere una piccola officina creativa personale, nella quale l’obiettivo non è produrre automobili in serie, ma realizzarne una soltanto. La propria.
Perché la 695 75° Anniversario merita un posto speciale

Ed è proprio attraverso questa esperienza che guardo alla Abarth 695 75° Anniversario con particolare interesse.
La serie celebrativa del 2024 rappresenta un’ulteriore interpretazione di una formula che, nel corso degli anni, ha saputo reinventarsi attraverso allestimenti, edizioni limitate e personalizzazioni sempre differenti.
Qualcuno potrebbe considerarla l’ennesima variante di un modello rimasto a lungo sul mercato. E, da un punto di vista strettamente industriale, sarebbe difficile negarlo.
Ma sarebbe altrettanto difficile ignorare il risultato.
La combinazione tra nero e oro, lo Scorpione sul tetto, i sedili Sabelt e il quattro cilindri turbo da 180 CV dà vita a un’automobile dal carattere fortissimo, capace di distinguersi immediatamente.
Non è una rivoluzione tecnica. Non pretende di esserlo. È piuttosto una celebrazione consapevole di tutto ciò che ha reso riconoscibile la famiglia delle piccole Abarth moderne.
E forse è proprio questo il suo merito maggiore.
Nel 2024, mentre il marchio proseguiva il proprio percorso verso l’elettrificazione con la 500e e la 600e, la 695 75° Anniversario ricordava agli appassionati il valore di una tradizione costruita intorno a motori turbo, scarichi sportivi, assetti specifici e un coinvolgimento di guida molto particolare.
Una tradizione che non deve necessariamente essere contrapposta alle nuove tecnologie, ma che merita di essere ricordata e valorizzata.
Un’Abarth non deve piacere a tutti

C’è un’altra ragione per cui considero queste automobili così interessanti: non cercano necessariamente di mettere tutti d’accordo.
Le Abarth della famiglia 500 possono dividere per impostazione, comfort, dimensioni e rapporto tra prezzo e contenuti. C’è chi le considera troppo costose rispetto alla vettura dalla quale derivano, chi ne critica alcuni compromessi tecnici e chi, semplicemente, non riesce a comprenderne il fascino.
Sono osservazioni legittime.
Ma credo che il successo di un’automobile passionale non si misuri soltanto attraverso parametri razionali.
La 695 75° Anniversario non nasce per essere la scelta più conveniente, più spaziosa o più versatile del mercato. Nasce per celebrare un’identità e rivolgersi a chi sa apprezzarla.
Ed è proprio questo che accomuna, almeno idealmente, una serie limitata realizzata direttamente dal costruttore e una 595 Competizione profondamente personalizzata dal suo proprietario.
Due interpretazioni differenti dello stesso desiderio: possedere un’automobile capace di distinguersi.
La prima attraverso un progetto ufficiale, definito nei minimi dettagli e destinato a un numero limitato di clienti. La seconda attraverso un percorso individuale, fatto di modifiche, scelte e continue evoluzioni.
Non saprei dire quale delle due interpretazioni sia più autentica. E, sinceramente, non mi interessa stabilirlo.
Quello che conta è la passione che riescono a generare.
Onore alla 695 75° Anniversario, e a tutte le Abarth che fanno ancora sognare

A distanza di anni dalla presentazione e dalla conclusione della produzione delle Abarth termiche della famiglia 500, queste piccole sportive continuano a conquistare appassionati, alimentare discussioni e stimolare un mercato di componenti e personalizzazioni particolarmente vivace.
La 695 75° Anniversario occupa un posto speciale in questa storia. Non soltanto per i suoi 1.368 esemplari o per la ricorrenza che celebra, ma perché rappresenta una sintesi particolarmente riuscita dell’identità moderna dello Scorpione.
Personalmente, continuo a preferire il piacere di costruire la mia 595 Competizione secondo i miei gusti. Non perché la ritenga superiore alla 695, ma perché il rapporto con un’automobile, quando nasce da una passione autentica, diventa inevitabilmente qualcosa di personale.
La mia Abarth è un progetto in continua evoluzione. Non deve battere record, non deve dimostrare nulla e non deve necessariamente piacere agli altri.
Deve piacere a me.
E se una piccola sportiva riesce ancora a trasmettere tutto questo, significa che la filosofia nata nel 1949 dall’intuizione di Carlo Abarth conserva intatto almeno uno dei suoi valori più importanti: trasformare un’automobile in una fonte inesauribile di emozioni.
Onore, dunque, alla Abarth 695 75° Anniversario. Una delle interpretazioni più riuscite dello Scorpione moderno, capace di ricordarci che la passione automobilistica non si misura soltanto in cavalli, ma soprattutto in personalità.










