La nuova Fiat Panda in versione moderna si chiama Grande Panda. Non starò qui a descrivervi tutte le caratteristiche tecniche, dimensioni, autonomia, voglio focalizzare la Vs attenzione su di un punto, che la quasi totalità dei siti specializzati ha tralasciato:…
Luciano Spalletti, dalla Fiat Panda alla Mercedes GLE: le sue auto e quelle dei calciatori di Juventus e Napoli
Luciano Spalletti è uno degli allenatori più conosciuti e apprezzati del calcio italiano. Una carriera costruita attraverso vittorie, sfide importanti, esperienze internazionali e una personalità che difficilmente passa inosservata. Il suo nome torna al centro dell’attenzione anche in occasione di Juventus-Napoli, una partita che inevitabilmente richiama il suo passato sulla panchina azzurra e il suo presente in bianconero.
Non voglio però addentrarmi in questioni calcistiche. Il calcio è una materia piuttosto lontana dai miei gusti e, soprattutto, dalle mie competenze professionali. Preferisco lasciare tattiche, formazioni e pronostici a chi se ne occupa quotidianamente. C’è invece un aspetto della vita di Luciano Spalletti che mi incuriosisce molto di più: le automobili che hanno accompagnato alcune delle tappe più importanti della sua carriera.
E devo ammettere che il contrasto è piuttosto interessante.
Da una semplice Fiat Panda, diventata uno dei simboli dello scudetto conquistato con il Napoli, a una Mercedes-Benz GLE 400 d 4Matic, un SUV premium con un poderoso motore diesel a sei cilindri.
Due vetture profondamente diverse per dimensioni, prestazioni, prezzo e filosofia costruttiva. Eppure, entrambe associate a momenti significativi del percorso professionale dell’allenatore.
La cosa più curiosa? Se confrontiamo queste scelte con alcune delle automobili guidate dai calciatori di Juventus e Napoli, viene quasi da pensare che Spalletti sia molto più appassionato di calcio che di supercar.
Luciano Spalletti e la Fiat Panda: l’auto simbolo dello scudetto del Napoli
Per molti tifosi del Napoli, la Fiat Panda di Luciano Spalletti è qualcosa di più di una semplice automobile.
Durante la sua esperienza nel capoluogo campano, l’allenatore toscano è stato associato proprio alla piccola utilitaria italiana, una scelta decisamente lontana dalle abitudini di numerosi protagonisti del calcio professionistico.
Niente supercar da centinaia di migliaia di euro, niente motori da oltre 500 CV e nemmeno un grande SUV di rappresentanza. Una Fiat Panda.
Un’automobile che, nella sua essenzialità, rappresenta ancora oggi uno dei prodotti più riusciti della storia recente dell’industria automobilistica italiana. Dimensioni compatte, abitacolo sfruttabile, costi di gestione contenuti e una facilità d’utilizzo che poche vetture possono vantare.
La Panda non nasce per impressionare chi la osserva. Nasce per accompagnare il proprietario negli spostamenti quotidiani, senza inutili complicazioni.
E forse è proprio questo il particolare che rende così interessante l’associazione con un allenatore abituato a vivere sotto i riflettori.
La storia della Panda di Spalletti ha avuto anche un episodio spiacevole: nell’ottobre del 2021 una vettura dell’allenatore venne rubata a Napoli.
Successivamente, un’altra Panda divenne protagonista dei festeggiamenti per lo scudetto del 2023, assumendo una livrea celebrativa con i colori azzurri e il tricolore.
Un’automobile popolare trasformata in un simbolo sportivo.
La FIAT Panda dello scudetto donata all’ospedale Santobono
La vicenda della Fiat Panda di Luciano Spalletti non si è conclusa con i festeggiamenti per il titolo nazionale.
Nel settembre del 2024, la vettura celebrativa è stata donata all’ospedale pediatrico Santobono di Napoli, aggiungendo un significato ben più importante a un’automobile già entrata nell’immaginario dei tifosi.
È un gesto che, personalmente, considero molto più interessante del valore economico della vettura.
Una Panda non può competere con una Ferrari o una Lamborghini in termini di prestazioni, esclusività o quotazioni. Ma il valore di un’automobile non si misura necessariamente attraverso la potenza del motore o il prezzo di listino.
Esistono vetture che diventano importanti per la storia che raccontano.
E quella Panda, legata a uno scudetto atteso per decenni e successivamente destinata a una finalità benefica, possiede un significato che va ben oltre la sua meccanica.
Dalla Fiat Panda alla Mercedes-Benz GLE 400 d 4Matic
Con l’arrivo alla Juventus, l’immagine automobilistica di Luciano Spalletti cambia decisamente.
Nell’ottobre del 2025, il tecnico viene fotografato al suo arrivo alla Continassa al volante di una Mercedes-Benz GLE grigia, identificata dalle cronache automobilistiche come una GLE 400 d 4Matic.
Dalla compatta utilitaria italiana a un SUV tedesco di fascia alta.
Un cambiamento notevole, almeno dal punto di vista automobilistico.
La Mercedes-Benz GLE 400 d 4Matic appartiene a una categoria completamente differente rispetto alla Panda. È un SUV di grandi dimensioni, progettato per offrire elevati livelli di comfort, isolamento acustico, qualità costruttiva e capacità di affrontare lunghi trasferimenti.
Nella configurazione 400 d da 330 CV, il motore è un sei cilindri in linea turbodiesel di 2.925 cm³, capace di sviluppare una coppia massima di 700 Nm.
Numeri importanti, soprattutto se consideriamo che non si tratta di una sportiva pura, ma di un’automobile pensata principalmente per viaggiare.
La trazione integrale 4Matic e il cambio automatico a nove rapporti contribuiscono a rendere la GLE particolarmente adatta alle lunghe percorrenze, mentre l’abbondante coppia disponibile permette di muovere con disinvoltura una vettura dalla massa considerevole.
È una scelta che privilegia potenza, comfort e versatilità.
Non sappiamo se questa Mercedes sia stata acquistata personalmente dall’allenatore o utilizzata attraverso altre formule. Quello che sappiamo è che Spalletti è stato visto al volante del SUV tedesco.
E il confronto con la Panda, inevitabilmente, fa sorridere.
Le auto dei calciatori della Juventus: dalla Mercedes-AMG alla Maserati
Per comprendere quanto siano relativamente sobrie le automobili associate a Luciano Spalletti, basta osservare alcune delle vetture attribuite ai calciatori della Juventus.
Tra i nomi più interessanti c’è Dušan Vlahović, al quale diverse cronache automobilistiche hanno associato una Mercedes-AMG A 45 e una Maserati Grecale Trofeo.
Due automobili profondamente diverse, ma accomunate da prestazioni di livello elevato.
La Mercedes-AMG A 45 S rappresenta una delle interpretazioni più estreme del concetto di compatta sportiva. Il suo motore quattro cilindri turbo di 2,0 litri raggiunge i 421 CV, una potenza impressionante considerando la cilindrata.
La trazione integrale AMG Performance 4Matic+ e il cambio a doppia frizione permettono di sfruttare prestazioni che, fino a non molti anni fa, sarebbero state riservate a sportive di categoria superiore.
Ancora più particolare è la Maserati Grecale Trofeo.
Il SUV modenese utilizza un motore V6 biturbo da 3,0 litri della famiglia Nettuno, capace di sviluppare 530 CV e 620 Nm di coppia. Lo scatto da 0 a 100 km/h richiede appena 3,8 secondi, mentre la velocità massima raggiunge i 285 km/h.
Prestazioni da autentica sportiva, abbinate alla carrozzeria di un SUV.
Va precisato che queste associazioni provengono da articoli pubblicati negli anni precedenti e non consentono di stabilire quali vetture siano oggi effettivamente presenti nel garage del calciatore.
Resta però evidente una differenza di filosofia: da una parte la Mercedes GLE di Spalletti, orientata soprattutto al comfort; dall’altra automobili nelle quali le prestazioni costituiscono una componente fondamentale del progetto.
Le auto dei calciatori del Napoli: la Mercedes-AMG G 63 di McTominay
Anche tra i calciatori del Napoli non mancano gli appassionati di automobili importanti.
Un esempio è Scott McTominay, associato a una Mercedes-AMG G 63.
La Classe G è uno dei fuoristrada più riconoscibili al mondo. Nata con una filosofia profondamente diversa rispetto ai moderni SUV stradali, ha conservato nel tempo un’estetica squadrata e una struttura che ne sottolineano le origini.
Nella versione AMG G 63, però, il carattere cambia radicalmente.
Il motore V8 biturbo di 4,0 litri, nelle versioni recenti, sviluppa 585 CV e 850 Nm di coppia, valori che permettono a questo imponente fuoristrada di offrire prestazioni sorprendenti.
Non è certo un’automobile discreta, né nelle dimensioni né nella presenza scenica.
La Mercedes-AMG G 63 è diventata negli anni uno dei modelli più apprezzati da sportivi e personaggi dello spettacolo, grazie alla combinazione tra immagine, lusso e prestazioni.
Guardando indietro alla stagione dello scudetto 2023, anche André-Frank Zambo Anguissa era stato associato a vetture di grande prestigio, tra cui una Mercedes-AMG G 63 e una Lamborghini Aventador.
Quest’ultima, con il suo motore V12 aspirato da 6,5 litri, rappresenta un universo automobilistico lontanissimo da quello della Fiat Panda di Spalletti.
È però importante distinguere le automobili documentate negli anni precedenti dalle vetture effettivamente utilizzate oggi: i garage dei calciatori possono cambiare rapidamente, così come le loro carriere.
Luciano Spalletti preferisce il calcio alle automobili?
È una domanda che mi viene spontanea osservando queste differenze.
Da un lato ci sono calciatori che scelgono automobili sportive, SUV ad altissime prestazioni e modelli capaci di attirare immediatamente l’attenzione.
Dall’altro c’è Luciano Spalletti, il cui percorso automobilistico più conosciuto passa da una Fiat Panda a una Mercedes-Benz GLE.
Attenzione, però: non significa affatto che l’allenatore non ami le automobili.
La GLE 400 d 4Matic è un prodotto tecnicamente raffinato, con un eccellente sei cilindri diesel, una trasmissione evoluta e caratteristiche dinamiche che vanno ben oltre quelle di un normale mezzo di trasporto. Ma è anche un’automobile che non cerca di impressionare attraverso un design esasperato o prestazioni da supercar.
E questa, secondo me, è la differenza più interessante.
Nel mondo del calcio professionistico, dove non è raro vedere automobili dal valore di diverse centinaia di migliaia di euro, Spalletti sembra aver privilegiato, almeno nelle scelte rese pubbliche, vetture legate alla praticità e al comfort.
Prima una Panda, poi un grande SUV da viaggio.
Due interpretazioni molto diverse dello stesso concetto: spostarsi comodamente.
Il mio punto di vista: non servono 600 CV per raccontare un grande allenatore
Sono un appassionato di automobili e di motori. Le prestazioni, la meccanica e le soluzioni tecniche rappresentano una parte fondamentale del mio lavoro e dei miei interessi.
Per questo guardo con curiosità anche alle vetture scelte dai personaggi famosi.
Eppure, nel caso di Luciano Spalletti, trovo che la storia più bella rimanga quella della Fiat Panda.
Non perché sia superiore a una Mercedes-AMG o a una Maserati, naturalmente. Sarebbe un confronto automobilisticamente privo di senso.
Ma perché dimostra che un’automobile può diventare memorabile anche senza avere un motore potentissimo, una carrozzeria esclusiva o un prezzo fuori dalla portata della maggior parte degli automobilisti.
Quella Panda racconta una stagione sportiva, una città, una vittoria e un gesto di solidarietà.
La Mercedes GLE, invece, rappresenta una scelta più vicina al mondo dei SUV premium, con tutta la tecnologia e il comfort che una vettura di questo livello può offrire.
E se mettiamo queste due automobili accanto alle AMG, alle Maserati e alle Lamborghini associate ad alcuni calciatori di Juventus e Napoli, il contrasto diventa evidente.
Naturalmente non possiamo conoscere le passioni private di un allenatore semplicemente osservando due vetture che ha guidato.
Ma una battuta, alla fine, mi viene spontanea.
Luciano Spalletti sarà anche un grande protagonista del calcio italiano, ma a giudicare dalle sue automobili più conosciute sembra lasciare volentieri ai suoi giocatori la gara a chi possiede più cavalli sotto il cofano.
E forse, per un allenatore, è giusto così.
I cavalli che contano davvero, nel suo lavoro, sono quelli della squadra.


