Nuovo codice della strada - Terza corsia

Il Codice della Strada non finisce mai di sorprendermi. A ogni aggiornamento, a ogni nuova proposta, a ogni intervento del Governo, mi ritrovo a interrogarmi sul significato di alcune disposizioni e, soprattutto, sulla loro reale utilità per la sicurezza degli automobilisti.

Questa volta al centro dell’attenzione c’è una novità destinata a far discutere: una velocità minima di 100 km/h sulla corsia più a sinistra di alcune autostrade e strade extraurbane principali, con una sanzione prevista di 40 euro per chi non la rispetta. L’obiettivo dichiarato è contrastare chi procede troppo lentamente sulla corsia di sorpasso, ostacolando la circolazione. Un problema reale, certamente. Ma personalmente trovo questa proposta integrativa del Codice della Strada discutibile e, per certi aspetti, persino pericolosa se interpretata come un invito a mantenere una determinata velocità indipendentemente dal contesto.

Perché la sicurezza stradale non può essere ridotta a un numero sul tachimetro.

Nuovo Codice della Strada: cosa prevede la multa sotto i 100 km/h

Partiamo da ciò che effettivamente prevede la proposta.

Lo schema di decreto legislativo approvato dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026 introduce, all’articolo 50, una velocità minima di 100 km/h sulla corsia adiacente allo spartitraffico centrale delle autostrade e delle strade extraurbane principali con almeno tre corsie per senso di marcia, nei tratti in cui è ammessa la circolazione per file parallele.

Sono previste eccezioni in presenza di condizioni particolari del traffico, eventi atmosferici, situazioni ambientali o differenti indicazioni della segnaletica.

La sanzione indicata è di 40 euro.

È fondamentale precisare che la nuova disposizione non è ancora in vigore: il provvedimento deve completare l’iter previsto prima di diventare applicabile.

Inoltre, il limite minimo non autorizzerebbe a superare i limiti massimi e non cancellerebbe l’obbligo di adeguare la velocità alle condizioni della strada.

E soprattutto non trasformerebbe la corsia di sinistra in una corsia sulla quale viaggiare stabilmente.

Il Codice della Strada prevede già l’obbligo generale di utilizzare la corsia libera più a destra, riservando quelle di sinistra al sorpasso e agli altri utilizzi consentiti.

Ed è proprio da qui che vorrei partire.

Corsia di sinistra in autostrada: il problema non è soltanto la velocità

Quante volte capita di percorrere un’autostrada a tre corsie e incontrare un automobilista che procede stabilmente su quella centrale o su quella di sinistra, pur avendo spazio libero sulla destra?

È un comportamento che può compromettere la fluidità del traffico, provocare rallentamenti e indurre altri conducenti a effettuare manovre scorrette.

Ma siamo davvero convinti che la soluzione migliore sia stabilire una velocità minima di 100 km/h?

A mio avviso, il problema dovrebbe essere affrontato partendo dal corretto utilizzo delle corsie. Se un automobilista non sta effettuando un sorpasso e la corsia alla sua destra è libera, dovrebbe rientrare.

Punto.

Non dovrebbe essere necessario introdurre una nuova soglia numerica per ricordare un principio che appartiene già alle regole fondamentali della circolazione.

C’è poi un aspetto che considero particolarmente importante. Un sorpasso deve essere effettuato in sicurezza, valutando le condizioni del traffico, la distanza dagli altri veicoli e la velocità relativa.

Non può diventare una manovra da compiere con l’ossessione di mantenere il tachimetro sopra una determinata cifra.

È vero che la proposta contempla delle eccezioni. Ed è una precisazione fondamentale.

Ma continuo a chiedermi se aggiungere un limite minimo generalizzato sia davvero il modo più efficace per educare gli automobilisti a utilizzare correttamente l’autostrada.

Sicurezza stradale: frecce, distanze e smartphone contano più di quanto pensiamo

Quando penso alla sicurezza stradale, mi vengono in mente comportamenti molto concreti.

Penso a chi cambia corsia senza utilizzare gli indicatori di direzione.

A chi viaggia a pochi metri dal paraurti dell’automobile che lo precede.

A chi utilizza lo smartphone mentre guida, distogliendo lo sguardo dalla strada anche soltanto per pochi secondi.

A chi accende impropriamente i fendinebbia, oppure dimentica di spegnere il retronebbia quando la visibilità torna normale, abbagliando chi segue.

E penso anche a chi affronta un sorpasso senza controllare adeguatamente gli specchietti o l’angolo cieco.

Sono comportamenti che possono compromettere la sicurezza indipendentemente dalla velocità indicata sul tachimetro.

Perché guidare bene non significa soltanto rispettare un limite.

Significa saper prevedere le situazioni, comunicare le proprie intenzioni agli altri utenti della strada e mantenere margini di sicurezza adeguati.

Prendiamo la distanza di sicurezza.

A 100 km/h un’automobile percorre quasi 28 metri al secondo.

Basta un attimo di distrazione per consumare decine di metri prima ancora di iniziare a frenare.

Ecco perché considero fondamentale insistere sull’attenzione alla guida, sulla corretta gestione degli spazi e sul rispetto degli altri automobilisti.

Sono questi i comportamenti sui quali vorrei vedere concentrati controlli, campagne informative e interventi normativi.

Non soltanto sulla velocità.

Moto e scooter nel traffico: una proposta che invece condivido

Non tutte le novità allo studio del nuovo Codice della Strada mi lasciano perplesso.

Anzi.

Trovo interessante la maggiore attenzione riservata alla mobilità su due ruote, soprattutto quando si parla di agevolare il passaggio di motociclette e scooter durante i rallentamenti.

Chi utilizza una moto sa perfettamente cosa significa trovarsi in mezzo a una lunga colonna di automobili ferme.

Capita spesso che i conducenti, spontaneamente, lascino uno spazio sufficiente a consentire il passaggio delle due ruote.

Un comportamento che apprezzo particolarmente.

Ma capita anche di incontrare l’automobilista che rimane esattamente al centro dello spazio disponibile, impedendo qualsiasi possibilità di avanzamento.

Il risultato è un ulteriore blocco della circolazione.

Naturalmente non sto sostenendo che motociclisti e scooteristi debbano poter passare ovunque, a qualsiasi velocità e senza rispettare adeguate distanze laterali.

La sicurezza deve rimanere prioritaria anche per chi viaggia su due ruote.

Ma ritengo positivo studiare soluzioni regolamentate che possano rendere più ordinata la convivenza tra automobili e motociclette.

Nel testo della riforma è contemplata, tra le altre novità, la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza in autostrada in specifiche situazioni di incidenti o rallentamenti.

È una misura da valutare attentamente nelle sue condizioni applicative, perché la corsia di emergenza deve continuare a garantire la priorità ai mezzi di soccorso.

Ma il principio di cercare soluzioni concrete per migliorare la mobilità delle due ruote mi trova favorevole.

A differenza della proposta sui 100 km/h, qui vedo almeno il tentativo di affrontare un problema quotidiano attraverso una diversa organizzazione degli spazi.

Velocità minima in autostrada: una regola che rischia di essere fraintesa

La velocità eccessiva può essere causa o fattore aggravante di incidenti stradali.

Negarlo sarebbe assurdo.

Ma la sicurezza non dipende soltanto dall’andare piano o forte.

Dipende soprattutto dall’adeguare la velocità alle condizioni effettive della circolazione.

Un’automobile che procede troppo lentamente può certamente costituire un ostacolo, soprattutto se occupa impropriamente la corsia di sorpasso.

Il Codice della Strada vigente, del resto, già vieta di circolare a velocità talmente ridotta da creare intralcio o pericolo.

La nuova proposta introduce invece una soglia numerica precisa.

Ed è proprio questo il punto sul quale nutro maggiori dubbi.

Immaginiamo un automobilista che si trovi a completare un sorpasso in una situazione nella quale le condizioni della strada suggeriscano particolare prudenza.

È davvero utile introdurre un numero che potrebbe essere percepito come un obbligo di accelerare?

Le eccezioni previste dal testo servono proprio a evitare questa interpretazione, e devono essere ricordate con chiarezza.

Ma una norma sulla sicurezza dovrebbe essere anche immediatamente comprensibile e difficilmente equivocabile.

Perché tra ciò che una disposizione prevede e il modo in cui viene interpretata da milioni di automobilisti può esserci una differenza importante.

E non vorrei che un provvedimento pensato per migliorare la fluidità del traffico finisse per generare ulteriore confusione.

Il nuovo Codice della Strada dovrebbe insegnare a guidare meglio

C’è un concetto che vorrei fosse maggiormente presente nel dibattito sulla sicurezza stradale.

Le regole sono indispensabili.

Le sanzioni servono a contrastare i comportamenti pericolosi.

Ma non possiamo pensare che ogni problema della circolazione si risolva introducendo una nuova multa.

Credo che servano soprattutto educazione, controlli mirati e maggiore consapevolezza da parte di chi guida.

Vorrei vedere più attenzione all’utilizzo degli indicatori di direzione.

Più controlli sulle distanze di sicurezza.

Maggiore severità verso chi utilizza lo smartphone al volante.

Più sensibilizzazione sull’uso corretto dei dispositivi di illuminazione.

E soprattutto una cultura della guida nella quale il rispetto degli altri utenti della strada non venga considerato un dettaglio.

La sicurezza nasce dalla somma di molti comportamenti corretti.

Non da una singola cifra.

Multa sotto i 100 km/h: il mio punto di vista sulla riforma

Continuo a considerare la proposta della velocità minima di 100 km/h sulla corsia di sinistra una scelta discutibile.

Comprendo l’intenzione di contrastare chi occupa impropriamente la corsia di sorpasso.

È un comportamento che infastidisce, rallenta il traffico e può contribuire a creare situazioni di pericolo.

Ma credo che la soluzione debba essere cercata prima di tutto nell’applicazione delle regole già esistenti.

Utilizzare la corsia libera più a destra, segnalare le manovre, mantenere le distanze e rispettare le condizioni della strada.

Sono principi semplici.

Eppure, osservando ciò che accade quotidianamente sulle nostre autostrade, sembra che troppo spesso vengano dimenticati.

Il Codice della Strada continuerà certamente a cambiare, come è sempre accaduto.

Mi auguro soltanto che ogni modifica venga valutata non per il numero di nuove sanzioni introdotte, ma per la sua capacità di ridurre concretamente i rischi.

Perché non vorrei che la sicurezza stradale diventasse una continua rincorsa a nuovi limiti, nuove soglie e nuove multe.

Vorrei semplicemente che imparassimo tutti a guidare meglio.

E voi, siete favorevoli alla multa per chi viaggia sotto i 100 km/h nella corsia di sinistra oppure ritenete che il vero problema sia il mancato rispetto delle regole già esistenti?

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