Scegliere quale auto da testare, ma su quali elementi? Un domanda che spesso mi pongo ed a cui non trovo una soluzione se non una via di mezzo, un compromesso tra passione e razionalità, tra auto vendute e ricercate e...…
Royal Enfield Himalayan 750: l’adventure da 7.390 euro
Ero presente a EICMA 2026 quando Royal Enfield ha svelato la nuova Himalayan 750 e una delle cose che mi hanno colpito maggiormente non è stata soltanto la motocicletta, ma la curiosità che ha suscitato tra i rappresentanti della stampa internazionale.
Un interesse evidente, quasi a testimoniare quanto il marchio indiano sia riuscito, negli ultimi anni, a cambiare la propria percezione sul mercato. Royal Enfield non è più soltanto il costruttore di motociclette dal fascino classico, semplici e accessibili. Sta diventando un protagonista sempre più credibile anche nei segmenti nei quali tecnologia, qualità costruttiva e capacità di affrontare lunghi viaggi rappresentano elementi fondamentali. E osservando la nuova Royal Enfield Himalayan 750 ho avuto una sensazione piuttosto precisa: questa motocicletta ha tutte le carte in regola per diventare un grande successo commerciale.
Non soltanto per quello che offre, ma soprattutto per quanto costa.

Royal Enfield Himalayan 750: un’estetica familiare che punta al grande pubblico
La prima impressione è positiva.
La nuova Himalayan 750 ha un aspetto robusto, equilibrato e immediatamente riconoscibile come quello di una vera adventure.
Personalmente, osservandola frontalmente, ho ritrovato qualcosa della Honda Transalp 700. Non si tratta di una somiglianza assoluta, naturalmente, ma di quel modo di interpretare la motocicletta da viaggio attraverso linee semplici, funzionali e prive di inutili esasperazioni stilistiche.
Ed è proprio questa una delle caratteristiche che apprezzo.
La Himalayan 750 non cerca di apparire più estrema di quanto sia realmente. Trasmette piuttosto l’idea di una moto concreta, pronta ad accompagnare il proprietario nei trasferimenti quotidiani, nei viaggi e nelle escursioni lontano dall’asfalto.
Una filosofia coerente con la storia del modello, nato per rendere l’avventura accessibile a un pubblico più ampio.
Con questa nuova generazione, però, Royal Enfield compie un salto importante.
La cilindrata aumenta, la dotazione tecnologica diventa più sofisticata e l’impostazione generale si avvicina maggiormente a quella delle adventure di categoria superiore.
Senza perdere, almeno sulla carta, quella semplicità che ha contribuito al successo delle Himalayan precedenti.

Un bicilindrico da 743 cc e una ciclistica pensata per viaggiare
Il cuore della nuova Royal Enfield Himalayan 750 è un bicilindrico parallelo da 743 cc, raffreddato ad aria e olio, che sviluppa una coppia massima di 63 Nm a 5.000 giri/min.
Un valore interessante soprattutto perché il 90% della coppia massima è già disponibile a 3.500 giri/min.
Una caratteristica che lascia immaginare un’erogazione corposa ai medi regimi, particolarmente adatta a una motocicletta destinata al turismo, alla guida con passeggero e ai percorsi misti.
Royal Enfield non punta quindi soltanto sulle prestazioni assolute, ma sulla disponibilità di coppia e sulla facilità di utilizzo.
Anche la ciclistica presenta contenuti di rilievo.
All’anteriore troviamo una forcella rovesciata Showa da 43 mm completamente regolabile, con un’escursione di 190 mm. Al posteriore lavora un monoammortizzatore Showa con regolazione dell’estensione e del precarico tramite comando remoto, abbinato a un’escursione ruota di 175 mm.
Le ruote da 19 pollici davanti e 17 pollici dietro sono disponibili con cerchi in lega oppure a raggi, entrambe con pneumatici tubeless.
L’impianto frenante prevede un doppio disco anteriore, mentre l’altezza della sella di 815 mm contribuisce a rendere la moto accessibile anche a chi non possiede una statura particolarmente elevata.
Il serbatoio da 17 litri e la capacità di carico dichiarata di 195 kg completano un quadro tecnico pensato per chi vuole viaggiare davvero.

Tecnologia premium, ma senza complicare la guida
Un altro aspetto che considero particolarmente significativo riguarda l’elettronica.
La Himalayan 750 dispone di una piattaforma inerziale IMU a sei assi, che permette di gestire l’ABS cornering e il controllo di trazione sensibile all’angolo di inclinazione.
Sono presenti cinque modalità di guida: Road, Road Sport, Rain, Trail e Custom.
Non mancano il cruise control, il monitoraggio della pressione degli pneumatici e una strumentazione TFT circolare da 4 pollici con navigazione integrata e funzioni di connettività.
Una dotazione che, fino a pochi anni fa, sarebbe stata difficile immaginare su una motocicletta proposta a questo livello di prezzo.
Eppure Royal Enfield riesce a mantenere un’impostazione apparentemente semplice, senza trasformare la tecnologia nell’elemento dominante dell’esperienza di guida.
È un equilibrio che personalmente considero fondamentale.
Perché una moto adventure deve certamente essere moderna, sicura e confortevole, ma deve anche permettere al pilota di concentrarsi sulla strada e sul piacere di viaggiare.
La tecnologia deve aiutare, non complicare.

Royal Enfield Himalayan 750: il prezzo è la vera rivoluzione
Arriviamo però all’aspetto che, secondo me, potrebbe determinare il successo della nuova Himalayan 750.
Il prezzo di partenza in Italia è di 7.390 euro.
Una cifra che merita attenzione.
Parliamo di una motocicletta completamente nuova, con motore bicilindrico da 743 cc, sospensioni Showa, ABS cornering, controllo di trazione evoluto e una dotazione tecnologica di tutto rispetto.
Il tutto a un prezzo che si avvicina a quello di diversi scooter di media cilindrata commercializzati in Europa.
E qui nasce una riflessione.
Con poco più di 7.300 euro si può acquistare una vera adventure, capace di affrontare viaggi, percorsi extraurbani e sterrati, con un livello di versatilità difficilmente paragonabile a quello di uno scooter.
Naturalmente si tratta di mezzi destinati a esigenze differenti, ma il confronto economico rende immediatamente evidente quanto sia aggressivo il posizionamento scelto da Royal Enfield.
La versione con cerchi a raggi viene proposta a 7.790 euro, mentre al vertice della gamma troviamo la Himalayan 750 Antarctic Silver, disponibile a 9.290 euro.
Quest’ultima comprende una dotazione specificamente pensata per il turismo, con valigie laterali e bauletto sviluppati in collaborazione con GIVI, manopole riscaldabili, paramani e protezione inferiore del motore in alluminio.
Una configurazione che conferisce alla Himalayan 750 l’aspetto e la funzionalità di una maxi-adventure, mantenendo un prezzo decisamente interessante.
Ed è proprio questo il punto: Royal Enfield non si limita a proporre una motocicletta economica, ma cerca di offrire un prodotto completo a un costo accessibile.

Royal Enfield Himalayan 750: una sfida per i costruttori europei
A mio avviso, la nuova Himalayan 750 rappresenta anche un segnale importante per l’industria motociclistica.
Da tempo osserviamo una crescita significativa dei costruttori asiatici, in particolare indiani e cinesi, capaci di proporre motociclette sempre più competitive per tecnologia, equipaggiamento e qualità percepita.
E il caso Royal Enfield dimostra quanto questo fenomeno non possa più essere considerato marginale.
Il prezzo contenuto non deve necessariamente essere associato a componentistica scadente o a una progettazione approssimativa.
La presenza di fornitori riconosciuti, come Showa per le sospensioni e GIVI per gli accessori da viaggio, dimostra come sia possibile costruire un prodotto interessante attraverso scelte industriali mirate.
Naturalmente, la qualità effettiva, l’affidabilità nel tempo e il comportamento dinamico dovranno essere valutati attraverso prove approfondite.
Ma la direzione è evidente.
I costruttori indiani e cinesi stanno dimostrando che esistono modelli industriali capaci di contenere i costi senza rinunciare necessariamente a contenuti tecnici di livello.
Una combinazione di organizzazione produttiva, economie di scala, localizzazione industriale e gestione della filiera che potrebbe costringere diversi marchi europei a rivedere le proprie strategie.
Perché, se un cliente può acquistare una adventure bicilindrica moderna e ben equipaggiata a poco più di 7.000 euro, diventa inevitabile interrogarsi sul valore aggiunto offerto dalle alternative più costose.
Non significa che tutte le motociclette siano equivalenti.
Significa però che il rapporto tra prezzo e contenuti sta diventando uno dei principali terreni di confronto del mercato.
E Royal Enfield sembra averlo compreso perfettamente.

La mia opinione: la Himalayan 750 potrebbe diventare un successo
Dopo aver osservato la nuova Himalayan 750 a EICMA e aver constatato l’interesse suscitato tra i media internazionali, sono convinto che Royal Enfield abbia realizzato una motocicletta con un potenziale commerciale notevole.
Ha un’estetica accattivante, una cilindrata interessante, una dotazione tecnica completa e soprattutto un prezzo capace di attirare l’attenzione di un pubblico molto ampio.
Si rivolge a chi desidera entrare nel mondo adventure, ma anche a chi cerca una seconda motocicletta per viaggiare senza affrontare gli investimenti richiesti da molte maxienduro di grossa cilindrata.
E potrebbe conquistare persino chi, fino a oggi, aveva considerato l’acquisto di uno scooter di media cilindrata.
Perché la Himalayan 750 offre qualcosa di differente: la possibilità di scegliere una vera motocicletta da viaggio, con una personalità ben definita e un prezzo che non sembra voler mettere alla prova il portafoglio.
Sono convinto che il suo successo, se confermato dal mercato, potrebbe avere conseguenze ben oltre i risultati commerciali di Royal Enfield.
Potrebbe spingere la concorrenza europea a interrogarsi seriamente su prezzi, dotazioni e strategie produttive.
Perché oggi la sfida non consiste soltanto nel costruire motociclette sempre più sofisticate, ma nel riuscire a renderle accessibili senza impoverirne i contenuti.
Royal Enfield, con la Himalayan 750, sembra aver trovato una risposta convincente.
La prova su strada sarà naturalmente indispensabile per capire se le promesse saranno mantenute.
Ma una cosa posso già dirla: tra le tante novità di EICMA 2026, questa è una delle motociclette che considero più interessanti per il futuro del mercato adventure.
E non mi sorprenderei affatto se diventasse una delle protagoniste commerciali del prossimo anno.



















