Yamaha RW350

Era scontato, era prevedibile. E alla fine è successo. Il successo degli adventure scooter ha inevitabilmente attirato l’attenzione di numerosi costruttori, pronti a conquistare un segmento che negli ultimi anni ha saputo ritagliarsi uno spazio sempre più importante nel mercato delle due ruote. A tracciare la strada è stata soprattutto Honda, prima con l’X-ADV 750 e successivamente con l’ADV350, due modelli che hanno dimostrato quanto possa essere interessante combinare la praticità di uno scooter con l’estetica e alcune caratteristiche tipiche delle motociclette adventure. Una formula che ha funzionato, tanto da spingere altri marchi a sviluppare proposte alternative. Zontes ha presentato il suo 368, Aprilia ha recentemente alzato ulteriormente il livello con il validissimo SR GT 400 e ora arriva Yamaha con il nuovo RW350.

E conoscendo la filosofia della Casa dei tre diapason, non mi sorprende che il suo ingresso in questo segmento sia accompagnato da una soluzione tecnica particolarmente interessante. Perché la Yamaha RW350 non vuole distinguersi soltanto per l’estetica.

Yamaha RW350

Yamaha RW350: un’adventure nell’aspetto, uno scooter nella praticità

Ho avuto modo di osservare da vicino la nuova Yamaha RW350 a EICMA 2026 e la prima impressione è stata decisamente positiva.

L’estetica è originale, il frontale ha una personalità marcata e le proporzioni restituiscono l’immagine di un mezzo robusto, pur mantenendo dimensioni sorprendentemente compatte.

Un equilibrio che considero fondamentale per questa categoria.

Perché uno scooter adventure deve certamente richiamare il mondo delle motociclette destinate all’esplorazione, ma non può rinunciare alla praticità che rende uno scooter interessante nella vita quotidiana.

La RW350 sembra aver interpretato bene questo concetto.

Il gruppo ottico anteriore a quattro elementi LED richiama il linguaggio stilistico delle adventure Yamaha, mentre le superfici della carrozzeria e le colorazioni contribuiscono a conferirle un’identità ben definita.

Ma sono soprattutto alcuni dettagli funzionali ad aver attirato la mia attenzione.

Le pedane, ad esempio, adottano inserti in gomma removibili, pensati per offrire comfort sull’asfalto e maggiore aderenza quando si affrontano superfici naturali.

A queste si aggiungono poggiapiedi anteriori ripiegabili, che consentono di modificare la posizione delle gambe durante i trasferimenti.

Soluzioni che rendono la RW350 particolarmente accattivante, perché dimostrano come Yamaha abbia cercato di andare oltre la semplice caratterizzazione estetica.

Yamaha Dynamic Ride: la vera novità tecnica della RW350

Yamaha RW350

Se l’aspetto della nuova RW350 convince, è soprattutto sotto la carrozzeria che si nasconde una delle sue caratteristiche più interessanti.

Mi riferisco allo Yamaha Dynamic Ride, una soluzione che interviene sull’architettura della trasmissione e della sospensione posteriore.

Nei tradizionali scooter con configurazione unit-swing, il gruppo motore-trasmissione partecipa al movimento della sospensione posteriore.

Sulla RW350, invece, Yamaha ha scelto una strada differente.

Il motore è fissato rigidamente al telaio, mentre soltanto l’unità della trasmissione CVT oscilla verticalmente, facendo perno attorno all’albero motore.

Questa configurazione permette di ridurre le masse non sospese rispetto a una soluzione nella quale l’intero gruppo propulsore oscilla insieme alla ruota posteriore.

Un vantaggio teorico importante, perché la riduzione delle masse non sospese può favorire la capacità della sospensione di seguire le irregolarità del terreno, migliorando il controllo della ruota e il comfort.

La particolare architettura consente inoltre una maggiore libertà nella progettazione della sospensione posteriore.

A completare il sistema troviamo un dispositivo di bilanciamento a quattro assi, sviluppato per lavorare insieme al motore e alla trasmissione CVT.

È una soluzione che considero particolarmente interessante.

Perché, in un segmento nel quale l’estetica adventure rischia talvolta di prevalere sulla sostanza, Yamaha introduce una modifica meccanica che potrebbe avere effetti concreti sul comportamento dinamico.

Naturalmente non ho ancora guidato la RW350, quindi sarebbe prematuro esprimere un giudizio sulla reale efficacia del Dynamic Ride.

Ma sulla carta rappresenta un elemento distintivo rispetto a molti scooter tradizionali.

E sarà proprio uno degli aspetti che vorrò approfondire durante una futura prova.

Motore 330 cc, elettronica e modalità di guida

Yamaha RW350

La Yamaha RW350 utilizza un monocilindrico da 330 cc, quattro tempi, con distribuzione SOHC a quattro valvole, raffreddamento a liquido e alimentazione a iniezione elettronica.

Il motore è abbinato alla trasmissione automatica CVT e all’acceleratore elettronico Yamaha Chip Controlled Throttle, una soluzione che permette una gestione più precisa della risposta del propulsore.

Il sistema Yamaha Ride Control mette a disposizione tre modalità di guida: STREET, EXPLORE ed ECO.

Configurazioni pensate per adattare il comportamento dello scooter alle differenti condizioni di utilizzo, dalla mobilità urbana ai percorsi più impegnativi.

Non mancano il controllo di trazione e il cruise control, quest’ultimo particolarmente interessante per chi utilizza lo scooter anche su tangenziali, superstrade e nei trasferimenti più lunghi.

La dotazione tecnologica comprende inoltre un display TFT a colori da 5 pollici, con connettività tramite l’app MyRide e compatibilità con Garmin StreetCross per la navigazione.

Sono presenti Smart Key, avviamento One-Push Start, presa USB-C, illuminazione full LED e indicatori di direzione con disattivazione automatica.

Una dotazione completa, che conferma la volontà di Yamaha di proporre un prodotto moderno e versatile.

Ciclistica: ruote da 16 e 14 pollici e sospensioni a lunga escursione

Yamaha RW350

Anche la ciclistica della nuova RW350 è stata sviluppata pensando a un utilizzo che non si limita necessariamente all’asfalto perfetto.

Il telaio è una struttura backbone in tubi di acciaio ad alta resistenza.

All’anteriore troviamo una forcella rovesciata da 37 mm, con un’escursione di 140 mm, mentre al posteriore lavorano due ammortizzatori con 105 mm di escursione e precarico regolabile su sette posizioni.

La ruota anteriore è da 16 pollici, quella posteriore da 14 pollici.

Una configurazione che cerca di conciliare stabilità, agilità e facilità di gestione.

Gli pneumatici tubeless Dunlop D615 adottano un battistrada a blocchi sviluppato specificamente per questo modello.

L’altezza libera dal suolo raggiunge i 185 mm, un dato che contribuisce a definire la vocazione crossover dello scooter.

Anche in questo caso, però, sarà la prova su strada a chiarire quanto la RW350 riesca effettivamente a combinare il comportamento di uno scooter tradizionale con una maggiore versatilità sui fondi irregolari.

Perché un’estetica adventure e una maggiore luce a terra non trasformano automaticamente uno scooter in una motocicletta da fuoristrada.

Ma possono certamente ampliarne le possibilità di utilizzo.

Yamaha RW350 contro Honda ADV350, Aprilia SR GT 400 e Zontes 368

Yamaha RW350

Il confronto con la concorrenza sarà inevitabile.

Honda ha costruito una posizione importante nel segmento grazie all’ADV350, mentre Zontes ha dimostrato quanto possa essere competitivo un prodotto ricco di contenuti tecnici e tecnologici.

Aprilia, con il nuovo SR GT 400, propone un’interpretazione particolarmente interessante del concetto di scooter adventure, puntando su prestazioni e dinamica di guida.

Yamaha arriva quindi in un mercato nel quale non basta più una carrozzeria dall’aspetto aggressivo per conquistare gli appassionati.

Occorrono sostanza tecnica, comfort, tecnologia e un prezzo coerente con ciò che viene offerto.

La RW350 prova a distinguersi attraverso il Dynamic Ride, le soluzioni ergonomiche e una ciclistica sviluppata per affrontare superfici differenti.

Un insieme di caratteristiche che potrebbe renderla particolarmente interessante per chi cerca uno scooter da utilizzare ogni giorno, ma desidera anche qualcosa di più rispetto al tradizionale mezzo urbano.

Resta naturalmente da conoscere il prezzo ufficiale, che sarà determinante per comprendere il reale posizionamento della RW350 rispetto alle concorrenti.

La disponibilità è prevista dalla primavera 2027.

Yamaha RW350: la mia opinione

Yamaha RW350

Personalmente considero la nuova Yamaha RW350 una delle novità più interessanti nel panorama degli scooter adventure presentati a EICMA 2026.

Non perché rappresenti una rivoluzione assoluta nel concetto di mobilità su due ruote, ma perché dimostra quanto Yamaha abbia deciso di investire seriamente in un segmento dalle prospettive commerciali interessanti.

Esteticamente mi ha convinto.

Dal vivo restituisce un’immagine robusta e moderna, senza apparire eccessivamente ingombrante.

Le dimensioni compatte, le pedane studiate per differenti condizioni di utilizzo e una dotazione tecnologica completa contribuiscono a renderla una proposta particolarmente accattivante.

Ma è soprattutto il sistema Yamaha Dynamic Ride ad aver attirato la mia attenzione.

Una soluzione che potrebbe rappresentare un vantaggio concreto rispetto agli scooter con architettura tradizionale, soprattutto in termini di comportamento della sospensione posteriore.

Non l’ho ancora provata e quindi non posso sapere quanto questo sistema faccia realmente la differenza nella guida.

Ma le premesse sono interessanti.

Yamaha, quando decide di entrare in un segmento, difficilmente lo fa senza proporre qualcosa di tecnicamente significativo.

E la RW350 sembra confermare questa filosofia.

Adesso arriverà il momento della verità.

Da una parte ci sarà la stampa specializzata, chiamata a verificare su strada l’efficacia delle soluzioni adottate.

Dall’altra il pubblico, che potrà finalmente osservare la RW350 nelle concessionarie, confrontarla con le concorrenti e valutarne il rapporto tra qualità, dotazione e prezzo.

Perché è proprio lì che si deciderà il successo commerciale del nuovo scooter Yamaha.

Per quanto mi riguarda, dopo averla vista a EICMA, la curiosità di provarla è tanta. E credo che Honda, Aprilia e Zontes abbiano un nuovo concorrente da prendere molto sul serio.

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