Ci sono motociclette che attraversano le generazioni senza perdere la propria identità. La Honda Africa Twin è certamente una di queste. Una compagna di viaggio che, nelle sue numerose evoluzioni, ha saputo conquistare la fiducia di motociclisti esperti, viaggiatori instancabili e di chi, per la prima volta, si è avvicinato all’universo delle maxienduro.
Perché Honda Africa Twin non è semplicemente il nome di una motocicletta. È quasi un marchio nel marchio, un riferimento capace di evocare libertà, affidabilità e quella particolare sensazione di poter affrontare qualsiasi percorso senza doversi preoccupare troppo di ciò che si trova oltre l’orizzonte.
Con la Honda CRF1150L Africa Twin Adventure Sports 2027, la Casa giapponese compie un ulteriore passo avanti. E questa volta non si limita ad aumentare cilindrata e prestazioni, ma introduce una visione più ampia della sicurezza motociclistica.
Una scelta che considero particolarmente significativa.

Honda Africa Twin 2027: 119 CV e un nuovo equilibrio dinamico
Il nuovo bicilindrico parallelo cresce fino a 1.131 cc e sviluppa 119 CV a 7.500 giri/min e 119 Nm a 5.750 giri/min.
Rispetto alla precedente generazione, l’incremento è di 17 CV e 7 Nm, ottenuto attraverso una revisione profonda della meccanica.
Honda interviene sull’alimentazione, con corpi farfallati che passano da 46 a 52 mm, sulla distribuzione Unicam, sulle camere di combustione e sul rapporto di compressione, che sale a 12,1:1. Nuovi anche pistoni, bielle, albero motore e contralberi di equilibratura.
Il risultato dichiarato è un’erogazione più vigorosa, accompagnata da una maggiore disponibilità di coppia nelle diverse condizioni di utilizzo.
Ma sarebbe riduttivo raccontare questa Africa Twin soltanto attraverso i numeri.
La nuova struttura a semi-doppia culla in acciaio e il forcellone in alluminio consentono un risparmio complessivo di 1,4 kg. Ancora più interessante è il lavoro sulla distribuzione delle masse, con un serbatoio da 24,2 litri che estende parte del proprio volume sotto la sella.
Una soluzione ispirata alla storica Honda NXR750 da Dakar e finalizzata ad abbassare il baricentro, migliorando la gestione della moto nelle manovre e nei cambi di direzione.
Le sospensioni elettroniche Showa EERA integrano ora l’Honda Skyhook Control, capace di adattare continuamente lo smorzamento idraulico sulla base delle informazioni provenienti dai sensori e dalla piattaforma inerziale.
Una tecnologia che punta a coniugare comfort e precisione, due caratteristiche fondamentali per una motocicletta che deve affrontare con la stessa naturalezza un lungo trasferimento autostradale e una strada sterrata.
Honda SENSING RIDE: gli ADAS arrivano sull’Africa Twin

È però sul fronte della sicurezza che, a mio avviso, Honda introduce il cambiamento più interessante.
La nuova Africa Twin Adventure Sports Honda SENSING RIDE porta sulle due ruote una serie di tecnologie che il mondo automobilistico utilizza ormai da molti anni.
Gli ADAS, i sistemi avanzati di assistenza alla guida, diventano parte integrante dell’esperienza motociclistica attraverso due radar, uno anteriore e uno posteriore, che monitorano l’ambiente circostante.
Il pacchetto comprende l’Adaptive Cruise Control con funzione Stop & Go, il Group Ride Assist per la gestione della distanza durante i viaggi in gruppo e il Distance Assist, che supporta il mantenimento della distanza di sicurezza anche quando il pilota controlla direttamente l’acceleratore.
Non mancano l’Emergency Brake Assist, il Forward Collision Warning, il monitoraggio degli angoli ciechi e i sistemi che segnalano l’avvicinamento di veicoli da dietro.
È una dotazione che cambia il modo di interpretare la sicurezza su una maxienduro.
Personalmente ritengo che questa evoluzione rappresenti un passaggio importante per l’intero settore motociclistico.
Siamo abituati a considerare l’elettronica soprattutto come uno strumento per migliorare le prestazioni, gestire la trazione o rendere più efficace la frenata. Honda amplia questo concetto, introducendo tecnologie che aiutano il motociclista a riconoscere situazioni potenzialmente pericolose e a gestire con maggiore serenità la guida quotidiana.
Naturalmente, nessun sistema elettronico può sostituire l’attenzione, l’esperienza e la responsabilità di chi si trova al manubrio.
Ma credo che l’integrazione intelligente degli ADAS rappresenti una delle strade più interessanti per il futuro delle due ruote.
E su una motocicletta nata per macinare chilometri, spesso con passeggero e bagagli, questa scelta assume un significato ancora più concreto.
Più comfort per pilota e passeggero, senza rinunciare all’avventura

La Honda Africa Twin è sempre riuscita a interpretare due anime apparentemente distanti.
Da una parte c’è la motocicletta da viaggio, capace di affrontare lunghi trasferimenti offrendo comfort e protezione aerodinamica. Dall’altra rimane una vera adventure, con una ciclistica progettata per non fermarsi quando termina l’asfalto.
La versione 2027 rafforza soprattutto il primo aspetto, senza cancellare il secondo.
Il parabrezza è ora regolabile elettricamente con un’escursione di 130 mm, mentre la sella viene riprogettata per migliorare il sostegno sulle lunghe percorrenze.
Cambiano anche la posizione del manubrio e quella delle pedane, con l’obiettivo di rendere la postura più naturale e migliorare il controllo.
La strumentazione adotta due display sovrapposti: un TFT da 5,7 pollici dedicato alle informazioni principali e un touchscreen da 7 pollici per infotainment e connettività.
Apple CarPlay e Android Auto wireless, Smart Key, manopole riscaldabili e un vano portatelefono con presa USB-C completano una dotazione pensata per chi utilizza davvero la moto ogni giorno.
E proprio qui ritrovo uno degli aspetti che hanno sempre reso speciale l’Africa Twin.
Non è una motocicletta che impone un unico modo di essere utilizzata.
Può accompagnare il proprietario durante un viaggio attraverso l’Europa, affrontare percorsi lontani dall’asfalto oppure diventare il mezzo principale per gli spostamenti quotidiani.
Questa versatilità, secondo me, rappresenta una delle ragioni più importanti del suo successo.
Cambio manuale o DCT: due Africa Twin per esigenze differenti

Per il mercato italiano Honda ha scelto una distinzione precisa.
La CRF1150L Africa Twin Adventure Sports sarà disponibile esclusivamente con cambio manuale a sei rapporti, mentre la versione Honda SENSING RIDE adotterà soltanto la trasmissione a doppia frizione DCT.
Una scelta che sottolinea due interpretazioni differenti della stessa motocicletta.
La prima conserva un rapporto più tradizionale tra pilota e meccanica, mentre la seconda punta a integrare il cambio automatico con i sistemi avanzati di assistenza alla guida.
Il DCT, inoltre, si presta particolarmente all’utilizzo dell’Adaptive Cruise Control con Stop & Go, grazie alla possibilità di gestire automaticamente i rapporti durante rallentamenti e ripartenze.
Resta naturalmente da valutare quanto questa distinzione risponda alle preferenze di tutti gli appassionati, soprattutto di chi desidererebbe combinare il cambio manuale con il pacchetto completo di assistenza.
È uno degli aspetti commerciali più interessanti della nuova gamma.
Honda Africa Twin 2027: la mia opinione

Osservando l’evoluzione dell’Africa Twin, ho la sensazione che Honda stia cercando di perfezionare una formula che ha già dimostrato di funzionare.
Non si tratta soltanto di realizzare una motocicletta più potente, tecnologica o confortevole.
L’obiettivo sembra essere quello di rendere ancora più naturale il rapporto tra pilota, passeggero e mezzo, intervenendo proprio su quegli aspetti che possono migliorare concretamente l’esperienza di viaggio.
E considero particolarmente importante la scelta di investire sulla sicurezza attiva.
Perché se sulle automobili siamo ormai abituati a radar, avvisi anticollisione e sistemi di monitoraggio del traffico, sulle motociclette queste tecnologie assumono un valore potenzialmente ancora maggiore.
Chi guida una moto è più esposto e deve gestire un equilibrio dinamico completamente differente rispetto a quello di un’automobile.
Disporre di strumenti che aumentano la consapevolezza di ciò che accade intorno al veicolo può quindi rappresentare un vantaggio significativo, purché non si trasformi nell’illusione di poter delegare la guida all’elettronica.
La nuova Africa Twin rimane una motocicletta possente, sofisticata e profondamente legata alla propria tradizione.
Ma soprattutto continua a essere quella compagna di viaggio capace di conquistare chi cerca l’avventura, chi ama divertirsi in fuoristrada e chi utilizza la moto come unico mezzo di trasporto.
Africa Twin è molto più di un modello Honda. È un’identità costruita nel tempo, una filosofia motociclistica che non conosce confini prestabiliti.
E con la generazione 2027 dimostra che evolvere non significa necessariamente cambiare carattere.
A volte significa semplicemente trovare nuovi modi per accompagnare ancora più lontano chi ha scelto di mettersi in viaggio.














