Prima la GS, poi la R e adesso persino una RR. BMW Motorrad sembra avere le idee molto chiare sul futuro delle motociclette di media e piccola cilindrata. Il segmento delle quattro e mezzo sta attraversando una fase di grande fermento e i costruttori stanno progressivamente comprendendo quanto sia importante proporre modelli accessibili, facili da gestire e capaci di offrire un’esperienza di guida appagante senza richiedere necessariamente potenze elevate. La BMW F 450 RR 2027 rappresenta, a mio avviso, una delle interpretazioni più interessanti di questa tendenza.
Perché se il debutto della F 450 GS ha rappresentato un ingresso deciso di BMW Motorrad nel segmento delle adventure accessibili ma di qualità, l’ampliamento della famiglia con la naked F 450 R e la supersportiva BMW F 450 RR rende ancora più evidente la strategia della Casa tedesca.
Non si tratta semplicemente di proporre motociclette meno costose o meno potenti rispetto alle sorelle maggiori. L’obiettivo è trasferire una parte dell’identità BMW in una categoria che può rappresentare il primo vero contatto con il marchio per tanti giovani motociclisti.
E personalmente considero questa scelta particolarmente azzeccata.

BMW F 450 RR: il fascino della S 1000 RR in formato A2
Basta osservare la nuova F 450 RR per comprendere quale sia stata la principale fonte d’ispirazione dei designer BMW.
Il riferimento alla BMW S 1000 RR è evidente, a partire dal frontale ribassato, dalla coda slanciata e dalle proporzioni tipiche di una supersportiva.
Non mancano le appendici aerodinamiche, la firma luminosa a LED e una carenatura che interpreta il linguaggio stilistico delle RR di cilindrata superiore.
Una scelta che ritengo fondamentale.
Perché un giovane motociclista che sogna una S 1000 RR difficilmente può avvicinarsi immediatamente a una supersportiva da oltre 200 CV. Questioni di patente, esperienza, costi e gestione quotidiana rendono quel sogno inevitabilmente distante.
La F 450 RR prova ad accorciare questa distanza.
Offre un’estetica coinvolgente, una posizione di guida sportiva e un’identità riconoscibile, ma con prestazioni compatibili con la patente A2.
Una porta d’ingresso al mondo RR che non chiede di rinunciare al fascino di una vera sportiva.
E credo sia proprio questo il suo principale punto di forza.

Motore bicilindrico da 48 CV: prestazioni accessibili, ma non banali
La BMW F 450 RR utilizza il bicilindrico parallelo da 420 cc introdotto sulla F 450 GS, opportunamente adattato alla nuova destinazione sportiva.
Il propulsore sviluppa 48 CV a 8.750 giri/min e 43 Nm a 6.750 giri/min, con l’80% della coppia massima già disponibile a 3.000 giri/min.
Un dato interessante, perché suggerisce un motore pensato per offrire una risposta consistente anche ai regimi intermedi, senza costringere il pilota a ricercare continuamente la zona alta del contagiri.
L’albero motore adotta perni di manovella sfalsati di 135°, una soluzione che determina una particolare sequenza degli scoppi e contribuisce a caratterizzare l’erogazione del bicilindrico.
Il peso in ordine di marcia è di 177 kg, un valore che, insieme alla potenza contenuta, dovrebbe favorire maneggevolezza e facilità di gestione.
Ed è proprio questo un aspetto che considero centrale.
Le motociclette da 450 cc non devono essere necessariamente interpretate come semplici mezzi di passaggio verso cilindrate superiori.
Possono rappresentare una scelta consapevole anche per chi possiede già esperienza, ma desidera una moto leggera, intuitiva e divertente.
Perché il piacere di guida non cresce sempre proporzionalmente alla potenza.
Una sportiva da 48 CV, se ben progettata, può offrire soddisfazioni importanti su una strada ricca di curve e permettere di avvicinarsi alla pista con una gestione meno impegnativa rispetto a una supersportiva di grossa cilindrata.

Ciclistica BMW F 450 RR: una sportiva progettata per essere guidata
La nuova F 450 RR non si limita a vestire con una carenatura sportiva la piattaforma tecnica della GS.
BMW ha sviluppato geometrie e assetto specifici per una motocicletta destinata alla guida dinamica.
Il telaio a traliccio in acciaio utilizza il motore come elemento portante, mentre il reparto sospensioni si affida a una forcella rovesciata KYB da 43 mm e a un monoammortizzatore posteriore KYB collegato direttamente al forcellone in alluminio.
Sulle versioni con sospensioni Sport, la forcella permette di regolare lo smorzamento in compressione ed estensione.
L’impianto frenante anteriore prevede un disco da 310 mm con pinza monoblocco Brembo a quattro pistoncini, mentre al posteriore troviamo un disco da 240 mm.
Le ruote da 17 pollici montano pneumatici nelle misure 110/70 all’anteriore e 150/60 al posteriore.
La posizione di guida sfrutta semimanubri fissati alla piastra superiore di sterzo, con una sella posta a 790 mm dal suolo.
Particolarmente interessante è anche la possibilità di invertire lo schema del cambio, una soluzione che sottolinea l’attenzione riservata all’utilizzo in circuito.
Sono dettagli che confermano come BMW abbia voluto costruire una sportiva con una propria personalità dinamica, anziché limitarsi a un’operazione estetica.

Tecnologia premium anche per chi inizia
Uno degli aspetti che apprezzo maggiormente nella strategia BMW riguarda la volontà di portare tecnologie evolute anche sulle motociclette di accesso alla gamma.
La F 450 RR dispone di serie di ABS Pro con funzione cornering, Dynamic Traction Control, Dynamic Brake Control e regolazione della coppia di trascinamento del motore MSR.
Sono presenti tre Riding Mode, Rain, Road e Race, mentre il pacchetto Riding Modes Pro aggiunge la modalità Race Pro personalizzabile.
Una dotazione elettronica che fino a non molti anni fa sarebbe stata difficile immaginare su una supersportiva destinata alla patente A2.
A completare il quadro troviamo la strumentazione TFT da 6,5 pollici, la connettività, la presa USB-C e persino le manopole riscaldabili di serie.
Non manca una soluzione particolarmente interessante come la Easy Ride Clutch, disponibile sulla M Sport con pacchetto Innovation e installabile successivamente sulle altre versioni.
Il sistema sfrutta un dispositivo centrifugo per gestire automaticamente l’innesto della frizione in funzione del regime motore. In abbinamento allo Shift Assistant Pro, permette di partire, fermarsi e cambiare rapporto senza utilizzare necessariamente la leva della frizione, che rimane comunque disponibile.
È una tecnologia che può contribuire a rendere più semplice la guida, soprattutto per chi si avvicina al mondo delle motociclette sportive.
E ritengo che questa sia la direzione giusta: rendere la tecnologia accessibile anche a chi non acquista una motocicletta da ventimila euro o più.

BMW F 450 RR: quattro versioni per avvicinarsi al mondo delle sportive
La gamma comprende quattro configurazioni: Base, Sport, M Sport e M Sport con pacchetto Innovation.
La versione Base rappresenta l’ingresso nella famiglia, mentre la Sport aggiunge lo Shift Assistant Pro e le sospensioni Sport.
Le M Sport introducono una dotazione ancora più specialistica, con Riding Modes Pro, finiture dedicate e colorazione M Motorsport.
Al vertice si colloca la M Sport con pacchetto Innovation, che integra la Easy Ride Clutch.
Una gamma articolata, che permette di scegliere tra una sportiva essenziale e una configurazione maggiormente orientata alla tecnologia e alla guida dinamica.
Naturalmente, per valutare fino in fondo il posizionamento commerciale della F 450 RR sarà importante conoscere anche i prezzi e confrontarli con quelli delle concorrenti.
Perché l’accessibilità non dipende soltanto dalla facilità di guida o dalla patente necessaria, ma anche dall’investimento richiesto per entrare in concessionaria.
BMW F 450 RR 2027: la mia opinione
Personalmente trovo la strategia di BMW Motorrad particolarmente intelligente.
Con la famiglia F 450, la Casa tedesca sta costruendo un’offerta capace di parlare a motociclisti differenti, accomunati dal desiderio di guidare un prodotto riconoscibile, tecnologico e relativamente semplice da gestire.
La GS si rivolge a chi ama l’avventura, la R interpreta il mondo delle naked e la RR porta in questa categoria il fascino delle supersportive.
Tre personalità differenti, accomunate da una piattaforma tecnica che permette a BMW di presidiare un segmento in forte evoluzione.
Ma è soprattutto la F 450 RR ad aver attirato la mia attenzione.
Perché una motocicletta sportiva deve anche far sognare.
Deve essere capace di emozionare quando la si osserva, ancora prima di accendere il motore.
E questa piccola RR possiede un’estetica che richiama immediatamente quella delle BMW più prestigiose, senza imporre al proprietario l’impegno richiesto da una supersportiva di grossa cilindrata.
Certo, 48 CV non sono 200 e una F 450 RR non potrà mai offrire le prestazioni di una S 1000 RR.
Ma non è questo il punto.
Il vero successo di questa BMW potrebbe essere proprio quello di dimostrare che non servono potenze esagerate per entrare nel mondo delle sportive e iniziare a divertirsi seriamente.
Per i giovani motociclisti rappresenta un’opportunità concreta. Per chi possiede già esperienza, potrebbe diventare una scelta interessante per riscoprire il piacere di una moto leggera e gestibile.
BMW ha compreso che il sogno di una supersportiva non deve necessariamente iniziare con una motocicletta difficile da sfruttare.
E con la F 450 RR quel sogno diventa decisamente più vicino.
Una RR per chi sogna in grande, ma vuole cominciare con il piede giusto.







