Yamaha RW700

Yamaha RW700 contro Honda X-ADV750. Immagino già questo confronto sulle pagine delle principali riviste motociclistiche, un duello fin troppo prevedibile, ma assolutamente doveroso.

Da una parte un modello che ha contribuito a ridefinire il concetto stesso di maxi-scooter, dall’altra una novità che sembra voler mettere in discussione gli equilibri di un segmento nel quale Honda ha saputo costruire una posizione di riferimento. La Yamaha RW700, presentata a EICMA 2026 insieme alla versione Explore, entra infatti in un territorio nel quale la concorrenza è tutt’altro che semplice.

E posso dirlo con una certa convinzione, perché ho avuto modo di provare approfonditamente la Honda X-ADV750. Due settimane in sella, utilizzandola praticamente in ogni situazione: nel traffico cittadino, negli spostamenti quotidiani, durante il fine settimana e nei trasferimenti a medio e lungo raggio.

Il responso, al termine della prova, è stato semplicemente uno: è fantastica. Non soltanto perché riesce a combinare prestazioni, comfort e praticità, ma perché offre un’esperienza di guida che va ben oltre quella di un tradizionale maxi-scooter.

Yamaha RW700

Con la X-ADV750 puoi fare davvero di tutto. È divertente, veloce quanto basta, versatile e capace di adattarsi a esigenze molto differenti. Una sorta di arma definitiva per chi cerca un mezzo da utilizzare quotidianamente senza rinunciare al piacere di guidare. E non dimentichiamo un altro aspetto: il forte interesse commerciale che continua a circondarla, elemento che contribuisce a renderla particolarmente desiderabile anche sul mercato dell’usato. Ecco perché ritengo che Yamaha abbia davanti una sfida tutt’altro che semplice.

Yamaha RW700: il motore CP2 incontra il mondo degli adventure scooter

La nuova RW700 nasce attorno a una delle unità più conosciute della produzione Yamaha: il bicilindrico parallelo CP2.

Un propulsore che ha costruito la propria reputazione grazie a un’erogazione corposa, alla disponibilità di coppia ai bassi e medi regimi e a una personalità meccanica ben riconoscibile.

Sulla RW700 il motore viene abbinato all’acceleratore elettronico Yamaha Chip Controlled Throttle, che permette una gestione precisa della risposta all’apertura del gas.

Una scelta tecnica interessante, perché uno scooter adventure deve sapersi muovere con naturalezza nel traffico, ma anche offrire una risposta progressiva e controllabile quando il fondo stradale diventa meno regolare.

Yamaha ha quindi scelto di partire da una piattaforma meccanica consolidata, adattandola alle esigenze di un veicolo che vuole combinare la praticità di uno scooter con alcune caratteristiche dinamiche tipiche delle motociclette.

E proprio questa impostazione rende inevitabile il confronto con la Honda X-ADV750.

Entrambi interpretano il concetto di crossover a due ruote attraverso motori bicilindrici e trasmissioni che si distinguono dal tradizionale variatore automatico.

Cambio Y-AMT: la risposta Yamaha al DCT Honda

Yamaha RW700

Uno degli elementi più significativi della RW700 è senza dubbio la trasmissione Yamaha Automated Manual Transmission, conosciuta come Y-AMT.

Si tratta di un cambio meccanico automatizzato, sviluppato per consentire al pilota di cambiare rapporto senza utilizzare la leva della frizione o il pedale del cambio.

La gestione può essere completamente automatica, attraverso la modalità AT, oppure manuale, selezionando i rapporti mediante un comando al manubrio.

Yamaha ha inoltre adattato il sistema alle esigenze della guida su superfici non asfaltate.

La funzione Gravel Shift modifica le logiche di cambiata quando viene selezionata la modalità GRAVEL, limitando i passaggi al rapporto superiore in determinate condizioni di accelerazione e slittamento della ruota posteriore.

L’obiettivo è permettere al pilota di gestire con maggiore precisione la coppia disponibile, mantenendo un livello controllato di pattinamento sui fondi a bassa aderenza.

Una soluzione tecnicamente interessante, soprattutto considerando che la RW700 è il primo scooter Yamaha a utilizzare un vero cambio a rapporti.

Il confronto con il DCT Honda sarà uno degli aspetti più importanti di una futura prova comparativa.

Non soltanto per la rapidità delle cambiate, ma soprattutto per la fluidità di funzionamento nel traffico, la risposta durante la guida sportiva e la capacità di adattarsi ai differenti percorsi.

Perché, nell’utilizzo quotidiano, una trasmissione automatizzata deve essere prima di tutto intuitiva.

E su questo terreno la Honda X-ADV750 ha già dimostrato di possedere qualità notevoli.

Yamaha RW700

Ciclistica Yamaha RW700: 221 kg e una vera impostazione crossover

La Yamaha RW700 utilizza un telaio backbone in tubi di acciaio ad alta resistenza, sviluppato per offrire stabilità e controllo anche sulle superfici irregolari.

All’anteriore troviamo una forcella rovesciata da 41 mm con 160 mm di escursione, mentre al posteriore lavora un monoammortizzatore con 155 mm di escursione, precarico regolabile su sette posizioni e regolazione dello smorzamento in estensione.

Le ruote adottano cerchi in alluminio con raggi incrociati in acciaio inox, abbinati a pneumatici tubeless Pirelli Scorpion Rally STR.

La configurazione prevede una ruota anteriore da 17 pollici e una posteriore da 15 pollici, con pneumatici rispettivamente nelle misure 120/70 R17 e 160/60 R15.

L’impianto frenante comprende due dischi anteriori flottanti da 298 mm, con pinze radiali a quattro pistoncini, e un disco posteriore da 267 mm.

Il peso in ordine di marcia dichiarato è di 221 kg, mentre l’altezza della sella è di 810 mm.

Numeri che delineano un mezzo importante, ma progettato per offrire una posizione di guida versatile.

Particolarmente interessanti sono le pedane regolabili in quattro posizioni, dotate di inserti in gomma removibili, alle quali si aggiungono poggiapiedi anteriori ripiegabili.

Soluzioni che permettono di modificare l’ergonomia in funzione del percorso e delle preferenze del pilota.

Una caratteristica che considero fondamentale per un adventure scooter, soprattutto quando si vuole andare oltre il semplice utilizzo cittadino.

Elettronica evoluta per affrontare strada e sterrato

Yamaha RW700

La RW700 dispone di una piattaforma inerziale IMU a sei assi, attraverso la quale vengono gestiti diversi sistemi elettronici di assistenza alla guida.

La dotazione comprende controllo di trazione TCS, Slide Control System, Brake Control System e Back-slip Regulator.

Il sistema Yamaha Ride Control permette inoltre di selezionare differenti configurazioni di guida.

In modalità ROAD sono disponibili SPORT, STREET ed ECO, mentre GRAVEL propone EXPLORE ed EXPLORE+.

Il pilota può quindi adattare la risposta del motore e l’intervento dell’elettronica alle condizioni del percorso.

Non manca la possibilità di disattivare l’ABS posteriore nella modalità GRAVEL, soluzione utile per una gestione più diretta della frenata sui fondi naturali.

La dotazione comprende inoltre cruise control, limitatore di velocità Yamaha Variable Speed Limiter, Smart Key e una strumentazione TFT a colori da 5 pollici.

Attraverso l’app MyRide è possibile collegare lo smartphone, mentre Garmin StreetCross permette di utilizzare la navigazione cartografica e le indicazioni turn-by-turn.

Un pacchetto tecnologico che conferma la volontà di Yamaha di proporre un prodotto di fascia premium.

Yamaha RW700 Explore: più comfort per i grandi viaggi

Yamaha RW700

Accanto alla versione standard, Yamaha propone la RW700 Explore, pensata per chi desidera una dotazione maggiormente orientata al turismo.

La base meccanica rimane invariata, ma aumentano le possibilità di regolazione della forcella, con 15 mm di intervento sul precarico e 11 livelli di regolazione dello smorzamento in estensione.

La dotazione comprende inoltre sella pilota e manopole riscaldabili, entrambe regolabili su dieci livelli, cavalletto centrale e blocchetti comandi retroilluminati.

Sono dettagli che possono fare la differenza soprattutto quando si utilizza il mezzo durante tutto l’anno o si affrontano trasferimenti particolarmente lunghi.

La RW700 Explore sembra quindi voler rafforzare ulteriormente la vocazione turistica del progetto, mantenendo le caratteristiche crossover della versione standard.

La commercializzazione della gamma è prevista dalla primavera 2027, mentre i prezzi non sono ancora stati comunicati.

E proprio il posizionamento economico sarà uno degli elementi decisivi per valutare la competitività della nuova Yamaha.

Yamaha RW700 contro Honda X-ADV750: la mia opinione

Yamaha RW700

Personalmente ritengo che Yamaha abbia studiato con grande attenzione il segmento degli adventure scooter prima di sviluppare la RW700.

La scelta del motore CP2, l’introduzione del cambio Y-AMT e la presenza di un’elettronica sofisticata dimostrano la volontà di proporre un prodotto tecnicamente credibile e capace di confrontarsi direttamente con uno dei modelli più apprezzati della categoria.

Ma la sfida con la Honda X-ADV750 non sarà affatto facile.

Lo dico soprattutto alla luce della mia esperienza personale.

Dopo due settimane trascorse in sella alla Honda, utilizzandola nelle condizioni più differenti, ho avuto la conferma di quanto sia difficile trovare un mezzo capace di offrire un equilibrio altrettanto convincente tra praticità, prestazioni e divertimento.

L’X-ADV750 è uno di quei veicoli che riescono a conquistarti proprio perché non ti costringono a scegliere tra esigenze differenti.

Puoi utilizzarla ogni giorno, affrontare un viaggio, divertirti su una strada ricca di curve e apprezzarne la comodità nei trasferimenti.

Ed è proprio questa capacità di adattarsi a situazioni così diverse a renderla, secondo me, un riferimento difficile da superare.

Yamaha, naturalmente, possiede tutta l’esperienza tecnica e industriale necessaria per raccogliere la sfida.

Il CP2 è una base meccanica consolidata, il cambio Y-AMT introduce un’alternativa interessante al DCT Honda e la ciclistica sembra essere stata sviluppata con particolare attenzione alla versatilità.

Ma una scheda tecnica convincente non basta per decretare il successo di una motocicletta o di uno scooter.

Servono equilibrio, facilità di utilizzo e quella capacità di trasmettere immediatamente fiducia che soltanto una prova approfondita può mettere in evidenza.

Per questo non mi sento di stabilire oggi quale dei due sia migliore.

Sarebbe prematuro e, soprattutto, poco corretto nei confronti di una Yamaha che non ho ancora avuto modo di guidare.

Una cosa, però, è certa.

Il confronto tra Yamaha RW700 e Honda X-ADV750 sarà uno dei più interessanti nel panorama degli adventure scooter.

E conoscendo Yamaha, sono convinto che la Casa giapponese abbia messo in campo tutta la propria esperienza per realizzare un prodotto capace di competere ai massimi livelli.

Riuscirà a fare meglio della Honda?

Lo scopriremo soltanto guidandola.

Del resto, a chi piace vincere facile?

Dalle quattro alle due ruote Commenti disabilitati su Yamaha RW700: la sfida all’Honda X-ADV750 è lanciata
Yamaha RW350

Era scontato, era prevedibile. E alla fine è successo. Il successo degli adventure scooter ha inevitabilmente attirato l’attenzione di numerosi costruttori, pronti a conquistare un segmento che negli ultimi anni ha saputo ritagliarsi uno spazio sempre più importante nel mercato delle due ruote. A tracciare la strada è stata soprattutto Honda, prima con l’X-ADV 750 e successivamente con l’ADV350, due modelli che hanno dimostrato quanto possa essere interessante combinare la praticità di uno scooter con l’estetica e alcune caratteristiche tipiche delle motociclette adventure. Una formula che ha funzionato, tanto da spingere altri marchi a sviluppare proposte alternative. Zontes ha presentato il suo 368, Aprilia ha recentemente alzato ulteriormente il livello con il validissimo SR GT 400 e ora arriva Yamaha con il nuovo RW350.

E conoscendo la filosofia della Casa dei tre diapason, non mi sorprende che il suo ingresso in questo segmento sia accompagnato da una soluzione tecnica particolarmente interessante. Perché la Yamaha RW350 non vuole distinguersi soltanto per l’estetica.

Yamaha RW350

Yamaha RW350: un’adventure nell’aspetto, uno scooter nella praticità

Ho avuto modo di osservare da vicino la nuova Yamaha RW350 a EICMA 2026 e la prima impressione è stata decisamente positiva.

L’estetica è originale, il frontale ha una personalità marcata e le proporzioni restituiscono l’immagine di un mezzo robusto, pur mantenendo dimensioni sorprendentemente compatte.

Un equilibrio che considero fondamentale per questa categoria.

Perché uno scooter adventure deve certamente richiamare il mondo delle motociclette destinate all’esplorazione, ma non può rinunciare alla praticità che rende uno scooter interessante nella vita quotidiana.

La RW350 sembra aver interpretato bene questo concetto.

Il gruppo ottico anteriore a quattro elementi LED richiama il linguaggio stilistico delle adventure Yamaha, mentre le superfici della carrozzeria e le colorazioni contribuiscono a conferirle un’identità ben definita.

Ma sono soprattutto alcuni dettagli funzionali ad aver attirato la mia attenzione.

Le pedane, ad esempio, adottano inserti in gomma removibili, pensati per offrire comfort sull’asfalto e maggiore aderenza quando si affrontano superfici naturali.

A queste si aggiungono poggiapiedi anteriori ripiegabili, che consentono di modificare la posizione delle gambe durante i trasferimenti.

Soluzioni che rendono la RW350 particolarmente accattivante, perché dimostrano come Yamaha abbia cercato di andare oltre la semplice caratterizzazione estetica.

Yamaha Dynamic Ride: la vera novità tecnica della RW350

Yamaha RW350

Se l’aspetto della nuova RW350 convince, è soprattutto sotto la carrozzeria che si nasconde una delle sue caratteristiche più interessanti.

Mi riferisco allo Yamaha Dynamic Ride, una soluzione che interviene sull’architettura della trasmissione e della sospensione posteriore.

Nei tradizionali scooter con configurazione unit-swing, il gruppo motore-trasmissione partecipa al movimento della sospensione posteriore.

Sulla RW350, invece, Yamaha ha scelto una strada differente.

Il motore è fissato rigidamente al telaio, mentre soltanto l’unità della trasmissione CVT oscilla verticalmente, facendo perno attorno all’albero motore.

Questa configurazione permette di ridurre le masse non sospese rispetto a una soluzione nella quale l’intero gruppo propulsore oscilla insieme alla ruota posteriore.

Un vantaggio teorico importante, perché la riduzione delle masse non sospese può favorire la capacità della sospensione di seguire le irregolarità del terreno, migliorando il controllo della ruota e il comfort.

La particolare architettura consente inoltre una maggiore libertà nella progettazione della sospensione posteriore.

A completare il sistema troviamo un dispositivo di bilanciamento a quattro assi, sviluppato per lavorare insieme al motore e alla trasmissione CVT.

È una soluzione che considero particolarmente interessante.

Perché, in un segmento nel quale l’estetica adventure rischia talvolta di prevalere sulla sostanza, Yamaha introduce una modifica meccanica che potrebbe avere effetti concreti sul comportamento dinamico.

Naturalmente non ho ancora guidato la RW350, quindi sarebbe prematuro esprimere un giudizio sulla reale efficacia del Dynamic Ride.

Ma sulla carta rappresenta un elemento distintivo rispetto a molti scooter tradizionali.

E sarà proprio uno degli aspetti che vorrò approfondire durante una futura prova.

Motore 330 cc, elettronica e modalità di guida

Yamaha RW350

La Yamaha RW350 utilizza un monocilindrico da 330 cc, quattro tempi, con distribuzione SOHC a quattro valvole, raffreddamento a liquido e alimentazione a iniezione elettronica.

Il motore è abbinato alla trasmissione automatica CVT e all’acceleratore elettronico Yamaha Chip Controlled Throttle, una soluzione che permette una gestione più precisa della risposta del propulsore.

Il sistema Yamaha Ride Control mette a disposizione tre modalità di guida: STREET, EXPLORE ed ECO.

Configurazioni pensate per adattare il comportamento dello scooter alle differenti condizioni di utilizzo, dalla mobilità urbana ai percorsi più impegnativi.

Non mancano il controllo di trazione e il cruise control, quest’ultimo particolarmente interessante per chi utilizza lo scooter anche su tangenziali, superstrade e nei trasferimenti più lunghi.

La dotazione tecnologica comprende inoltre un display TFT a colori da 5 pollici, con connettività tramite l’app MyRide e compatibilità con Garmin StreetCross per la navigazione.

Sono presenti Smart Key, avviamento One-Push Start, presa USB-C, illuminazione full LED e indicatori di direzione con disattivazione automatica.

Una dotazione completa, che conferma la volontà di Yamaha di proporre un prodotto moderno e versatile.

Ciclistica: ruote da 16 e 14 pollici e sospensioni a lunga escursione

Yamaha RW350

Anche la ciclistica della nuova RW350 è stata sviluppata pensando a un utilizzo che non si limita necessariamente all’asfalto perfetto.

Il telaio è una struttura backbone in tubi di acciaio ad alta resistenza.

All’anteriore troviamo una forcella rovesciata da 37 mm, con un’escursione di 140 mm, mentre al posteriore lavorano due ammortizzatori con 105 mm di escursione e precarico regolabile su sette posizioni.

La ruota anteriore è da 16 pollici, quella posteriore da 14 pollici.

Una configurazione che cerca di conciliare stabilità, agilità e facilità di gestione.

Gli pneumatici tubeless Dunlop D615 adottano un battistrada a blocchi sviluppato specificamente per questo modello.

L’altezza libera dal suolo raggiunge i 185 mm, un dato che contribuisce a definire la vocazione crossover dello scooter.

Anche in questo caso, però, sarà la prova su strada a chiarire quanto la RW350 riesca effettivamente a combinare il comportamento di uno scooter tradizionale con una maggiore versatilità sui fondi irregolari.

Perché un’estetica adventure e una maggiore luce a terra non trasformano automaticamente uno scooter in una motocicletta da fuoristrada.

Ma possono certamente ampliarne le possibilità di utilizzo.

Yamaha RW350 contro Honda ADV350, Aprilia SR GT 400 e Zontes 368

Yamaha RW350

Il confronto con la concorrenza sarà inevitabile.

Honda ha costruito una posizione importante nel segmento grazie all’ADV350, mentre Zontes ha dimostrato quanto possa essere competitivo un prodotto ricco di contenuti tecnici e tecnologici.

Aprilia, con il nuovo SR GT 400, propone un’interpretazione particolarmente interessante del concetto di scooter adventure, puntando su prestazioni e dinamica di guida.

Yamaha arriva quindi in un mercato nel quale non basta più una carrozzeria dall’aspetto aggressivo per conquistare gli appassionati.

Occorrono sostanza tecnica, comfort, tecnologia e un prezzo coerente con ciò che viene offerto.

La RW350 prova a distinguersi attraverso il Dynamic Ride, le soluzioni ergonomiche e una ciclistica sviluppata per affrontare superfici differenti.

Un insieme di caratteristiche che potrebbe renderla particolarmente interessante per chi cerca uno scooter da utilizzare ogni giorno, ma desidera anche qualcosa di più rispetto al tradizionale mezzo urbano.

Resta naturalmente da conoscere il prezzo ufficiale, che sarà determinante per comprendere il reale posizionamento della RW350 rispetto alle concorrenti.

La disponibilità è prevista dalla primavera 2027.

Yamaha RW350: la mia opinione

Yamaha RW350

Personalmente considero la nuova Yamaha RW350 una delle novità più interessanti nel panorama degli scooter adventure presentati a EICMA 2026.

Non perché rappresenti una rivoluzione assoluta nel concetto di mobilità su due ruote, ma perché dimostra quanto Yamaha abbia deciso di investire seriamente in un segmento dalle prospettive commerciali interessanti.

Esteticamente mi ha convinto.

Dal vivo restituisce un’immagine robusta e moderna, senza apparire eccessivamente ingombrante.

Le dimensioni compatte, le pedane studiate per differenti condizioni di utilizzo e una dotazione tecnologica completa contribuiscono a renderla una proposta particolarmente accattivante.

Ma è soprattutto il sistema Yamaha Dynamic Ride ad aver attirato la mia attenzione.

Una soluzione che potrebbe rappresentare un vantaggio concreto rispetto agli scooter con architettura tradizionale, soprattutto in termini di comportamento della sospensione posteriore.

Non l’ho ancora provata e quindi non posso sapere quanto questo sistema faccia realmente la differenza nella guida.

Ma le premesse sono interessanti.

Yamaha, quando decide di entrare in un segmento, difficilmente lo fa senza proporre qualcosa di tecnicamente significativo.

E la RW350 sembra confermare questa filosofia.

Adesso arriverà il momento della verità.

Da una parte ci sarà la stampa specializzata, chiamata a verificare su strada l’efficacia delle soluzioni adottate.

Dall’altra il pubblico, che potrà finalmente osservare la RW350 nelle concessionarie, confrontarla con le concorrenti e valutarne il rapporto tra qualità, dotazione e prezzo.

Perché è proprio lì che si deciderà il successo commerciale del nuovo scooter Yamaha.

Per quanto mi riguarda, dopo averla vista a EICMA, la curiosità di provarla è tanta. E credo che Honda, Aprilia e Zontes abbiano un nuovo concorrente da prendere molto sul serio.

Dalle quattro alle due ruote Commenti disabilitati su Yamaha RW350: lo scooter adventure dal look originale