Renault prova a giocare una partita importante con la nuova Filante, modello che segna un punto di svolta nella strategia internazionale del marchio. Non è un’auto qualsiasi, ma un vero manifesto: un crossover di segmento alto pensato per mercati extraeuropei come Corea del Sud, Medio Oriente e America Latina. Un progetto ambizioso, che racconta molto della nuova direzione della Losanga.
Il nome Filante non è scelto a caso. Richiama la leggendaria Étoile Filante degli anni ’50 e la recente concept elettrica che ha battuto record di efficienza. Tradotto: Renault vuole tornare a parlare di prestigio, di modelli iconici, di auto che non passano inosservate. Una mossa quasi “controcorrente” per un marchio storicamente popolare.
Dal punto di vista stilistico, la Renault Filante rompe con i canoni classici.
Non è una berlina, non è un SUV puro: è una via di mezzo, un crossover dal profilo allungato, quasi da coupé. Il frontale colpisce per la firma luminosa tridimensionale e per una calandra scenografica che gioca con il tema della losanga.
Il risultato è scenografico, forse anche un po’ “carico”, ma sicuramente riconoscibile. Ed è proprio questo che Renault cerca: personalità.
Le dimensioni sono importanti: quasi 5 metri di lunghezza, passo generoso, assetto alto.
È un’auto che vuole comunicare status, presenza su strada, senza però rinunciare a una certa eleganza. Il posteriore scolpito, il lunotto molto inclinato e l’alettone sospeso danno un’aria dinamica, più sportiva di quanto ci si aspetterebbe da un’ammiraglia.
Dentro, Renault alza davvero l’asticella.
Tre schermi da 12,3 pollici affiancati, head-up display in realtà aumentata, materiali ricercati, ambient lighting personalizzabile. L’obiettivo è chiaro: avvicinarsi ai brand premium senza però snaturarsi. L’abitacolo è luminoso grazie al grande tetto panoramico e lo spazio per i passeggeri posteriori è abbondante, segno che questa Filante nasce anche per chi viaggia spesso con famiglia o clienti.
Interessante la filosofia “lounge”: sedili avvolgenti, climatizzazione tri-zona, impianti audio evoluti, isolamento acustico curato. Renault sembra aver capito che, su questo tipo di vettura, il comfort conta quanto la tecnologia.
A livello di connettività siamo ormai ai massimi livelli: infotainment basato su Android Automotive, aggiornamenti OTA, assistente vocale evoluto, possibilità di controllare l’auto da remoto con l’app My Renault. Persino l’intrattenimento fa un salto in avanti, con uno schermo dedicato al passeggero che permette streaming e contenuti multimediali senza disturbare il guidatore.
Sul fronte sicurezza, la Renault Filante introduce sistemi davvero avanzati.
Oltre ai classici ADAS di livello 2+, arrivano soluzioni inedite per Renault: la funzione di sterzata automatica per evitare collisioni, il retrovisore digitale e il sistema che rileva la presenza di bambini a bordo. Segnali chiari di quanto la sicurezza sia diventata centrale nei progetti moderni.
Capitolo motori: qui Renault punta tutto sull’ibrido evoluto. Sotto il cofano troviamo il nuovo Full Hybrid E-Tech da 250 cavalli, con architettura serie-parallelo. In pratica, l’auto può muoversi spesso in elettrico in città, sfruttando due motori elettrici affiancati al benzina 1.5 turbo.
La promessa è ambiziosa: fino al 75% del tempo in modalità elettrica in ambito urbano, senza necessità di ricarica alla spina.
Numeri interessanti: 250 cavalli complessivi, 565 Nm di coppia, trasmissione automatica dedicata agli ibridi. Il tutto pensato per offrire fluidità, silenziosità e consumi contenuti. È la classica strategia Renault: elettrificare senza imporre vincoli, lasciando libertà all’utente.
Renault sta facendo una mossa intelligente: non forzare la transizione full electric, ma proporre soluzioni ibride evolute che possano convincere anche gli scettici.
Filante non è un’auto “green” per moda, ma un prodotto concreto che cerca equilibrio tra prestazioni, comfort ed efficienza.
Resta però una domanda aperta: questo ritorno al segmento alto funzionerà davvero? Renault ha il coraggio di osare, ma il mercato premium è spietato. Qui non bastano schermi e tecnologia: servono identità, immagine, percezione del marchio. E questo si costruisce nel tempo.
Filante, in questo senso, è un banco di prova. Se funzionerà, potremmo vedere una Renault sempre più orientata verso l’alto di gamma. Se non funzionerà, resterà un interessante esperimento.
Una cosa però è certa: non è una Renault “banale”. Ed è già un bel segnale.































