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Nissan Qashqai e-POWER: perché continua a piacere (e dove può migliorare)
C’è un motivo se, anno dopo anno, il Nissan Qashqai continua a essere uno dei SUV compatti più venduti in Italia. È una di quelle auto che ha saputo intercettare prima di altri i gusti del pubblico: posizione di guida rialzata, dimensioni giuste per la città ma sufficienti per la famiglia, design riconoscibile e contenuti tecnologici che fanno la differenza nella vita quotidiana.
Con il passare del tempo Qashqai è diventato meno “alternativo” rispetto alle prime generazioni, più maturo, più urbano. Una trasformazione quasi obbligata: quando diventi un best seller devi piacere a tutti, non solo a una nicchia. Eppure, anche oggi, resta tra i SUV più desiderati dagli automobilisti italiani, segno che Nissan ha trovato un equilibrio molto centrato tra stile, praticità e tecnologia.
Il debutto milanese: Qashqai e-POWER sotto i riflettori
Il recente debutto sulle strade di Milano del Qashqai e-POWER è servito proprio a raccontare questa evoluzione. Un modello che non stravolge il DNA del progetto, ma ne rafforza i contenuti tecnologici. Il design rimane elegante, con linee tese ma non aggressive, fari sottili, calandra importante e una presenza su strada che comunica solidità senza ostentazione.
Dal punto di vista degli interni, l’impostazione è moderna, con strumentazione digitale, infotainment intuitivo e una qualità percepita che negli anni è cresciuta in modo evidente. Oggi Qashqai non ha nulla da invidiare a molte concorrenti premium, soprattutto per ergonomia e dotazioni.
e-POWER: ibrido diverso dal solito
Il vero tema, però, è la motorizzazione e-POWER, che ho avuto modo di provare personalmente. Qui Nissan ha scelto una strada originale: il motore termico non muove mai direttamente le ruote, ma serve esclusivamente a ricaricare la batteria. La trazione è sempre elettrica.
Tradotto in sensazioni di guida:
- partenza silenziosa
- accelerazioni fluide
- risposta immediata al gas
- feeling molto simile a quello di un’auto elettrica.
Ed è proprio questo l’aspetto più interessante. Il Qashqai e-POWER riesce a offrire un’esperienza “da EV” senza ansia da ricarica, perché sotto il cofano c’è comunque un motore benzina che fa da generatore.
Il rovescio della medaglia
Detto questo, non è tutto perfetto. Il passaggio tra motore termico ed elettrico, seppur tecnicamente raffinato, può risultare a volte non perfettamente lineare. In alcune situazioni si avverte una certa disconnessione tra quello che fai con il pedale dell’acceleratore e quello che succede a livello di regime motore.
Nulla di drammatico, sia chiaro, ma richiede un minimo di adattamento. È un sistema che va “capito”, soprattutto per chi arriva da un’ibrida tradizionale o da un diesel.
Sul fronte consumi ed emissioni, invece, il lavoro fatto da Nissan è evidente:
buoni valori medi
- ottima efficienza in città
- guida rilassata nel traffico.
- In questo senso, e-POWER centra il bersaglio.
Perché continua a vendere così bene
Il successo del Qashqai non è casuale. Nissan ha costruito negli anni un prodotto:
- riconoscibile
- affidabile
- tecnologico
- facile da vivere ogni giorno.
Oggi il pubblico che guarda questo segmento cerca proprio questo: un SUV concreto, non eccessivo, ma completo. E Qashqai interpreta perfettamente questo ruolo.
Non è l’auto che ti fa girare per strada per le emozioni pure, ma è quella che scegli con la testa… e che poi impari ad apprezzare anche con il cuore.
La mia opinione
Qashqai resta un riferimento.
Non è più la rivoluzione di un tempo, ma è diventato uno standard. E questo, in un mercato affollato come quello dei SUV compatti, è forse il complimento più grande.
La tecnologia e-POWER è interessante, coraggiosa, diversa. Non perfetta, ma intelligente.
E in un mondo dove tutti propongono la stessa ricetta, Nissan almeno prova a scriverne una propria.



















